...

...

lunedì 21 gennaio 2008

JUVENTUS 0-0 SAMPDORIA


A chi si aspetta piagnistei, a chi desidera recriminazioni. A chi non vedeva l'ora di poter dire "adesso tocca a voi", a chi parla di sudditanza psicologica al contrario. A chi ha fatto del pianto postpartita uno stile di vita. A tutte queste - tante - persone, io dico no. No, a Torino non si perde per colpa dell'arbitro. Il gol fantasma, se gol è stato, è difficile da interpretare persino alla moviola, figurarsi a velocità reale. Sul fallo a Marchionni in area, Saccani era coperto, e nel dubbio ha assolto. Per l'intervento su Trezeguet, poteva starci come no il danno procurato: l'arbitro non ha ritenuto vi fossero gli estremi per il rigore. Che quello di oggi, dall'inizio del campionato bianconero, sia solo l'ultimo di una serie di arbitraggi sfortunati, è un fatto. Ma non è (solo) questo il problema. Il problema risiede innanzitutto nella squadra. Perchè, capite, quando la squadra non gira, i problemi non vanno cercati (solo) nell'arbitraggio, nell'ammonizione di troppo, nella dietrologia, nella sfortuna o negli infortuni; certo, qualcuno lo ha fatto per tre lustri, direte voi, e alla fine ha perfino ottenuto ciò che voleva. Ma non mi sembra il giusto modo di affrontare il problema. Vedete, io, oggi, mi so rendere conto, come qualunque persona che segua il calcio con un briciolo di onestà, di quali sono i valori in campo. Il campo non mente. E ci dice che se esiste una corazzata, una direzione di gara compiacente non sarà all'origine delle sue vittorie, così come un arbitraggio avverso non ne determinerà le sconfitte. Che adesso sia l'Inter, la più forte, lo riconosciamo tutti: non è prima in classifica per il ladrocinio di sette giorni fa a Siena, nè per quello di ieri sera contro il Parma, così come la Juventus non è terza e distaccata solo per i furti perpetrati da Udinese, Napoli, Parma e Sampdoria. Non credo di peccare di arroganza sostenendo che a molti manca invece la stessa sincerità, quando ancora ci parlano di cupola, di sistema, di condizionamenti e di intercettazioni, senza badare assolutamente al fatto che la Juve di un paio d'anni fa era una schiacciasassi tale e quale all'Inter odierna, forse anche un pò di più, e le partite, comprese quelle contro i nerazzurri, le vinceva per manifesta superiorità.
Chiarito come la penso riguardo al "trattamento di favore" senza dubbio poco galante col quale una Signora è stata accolta al ritorno nel salotto di casa, ho intenzione di parlare dei veri problemi che al momento la affliggono, ed i soli che la dirigenza possa almeno tentare di risolvere. E non illudiamoci: non è roba che si possa sistemare con un acquisto al mercato di gennaio.
1) sono ben conscio di risultare pedante, ma manca un costruttore di gioco, che abbia fantasia, fisico e geometrie: aspettando Tiago e Almiròn, oggi Salihamidzic, un esterno puro, schierato centrocampista centrale ha fatto meglio di loro due messi insieme. Questo tanto per fare capire come stanno messi, là in mezzo.
2) sarebbe auspicabile l'acquisto di almeno un centrale difensivo di livello internazionale, del quale potersi fidare in modo incondizionato; non che Chiellini e Legrottaglie abbiano fin qui deluso, ma sapete com'è, dietro a loro la Juve non ha nessuno.
3) se lo Zebina del 2005/06 non si ritrova, sarebbe bello avere un esterno di difesa che sappia spingere, e che giochi come Dio comanda la maggior parte delle partite, non una su cinque.
4) è da ricostruire - o quasi - l'intero parco riserve: sostituti che non siano solo dei numeri, ma dei giocatori veri. In particolare appaiono indispensabili: un vice-Nedved (se l'anno prossimo continua, cosa che mi auguro di cuore, non potrà certo giocare agli ottimi livelli odierni tutte le partite: il contachilometri purtroppo corre anche per lui); un vice-Zanetti (come sopra vale il discorso dell'età, con Nocerino che si sta involvendo); un vice-Trezeguet (le sue caratteristiche tattico/fisiche non le ha nessuno in rosa, oltre a lui).
5) se poi arrivasse l'opportunità di piazzare un colpo vantaggioso, come un fantasista che può giocare in vari ruoli e garantisce qualità e gol (ogni riferimento a Rafael Van der Vaart è puramente casuale), allora un posto nell'undici titolare lo troverebbe di sicuro.
Come è facile osservare, gli interventi da attuare sono molti, e non sarà cosa semplice, soprattutto con una dirigenza apparsa sinora - nella più benevola delle accezioni - mediocre.
andrea

p.s.: una considerazione squisitamente tattica su Juve-Samp: era proprio necessario togliere Del Piero, l'unico che era stato in grado di garantire un minimo di gioco, dopo 45 minuti? Non è un caso che la Juve aggressiva e ordinata del primo tempo abbia fatto posto a quella arruffona e spuntata del secondo.

Nessun commento: