martedì 25 marzo 2008
"552 VOLTE GRAZIE JUVE"

Alessandro Del Piero, 552 partite con la Juventus. Recordman di presenze con la maglia bianconera al fianco di Gaetano Scirea. Un primato, raggiunto contro l'Inter e festeggiato nel modo migliore, con la vittoria di San Siro contro la capolista, che il capitano della Juve ha voluto ricordare e celebrare sul suo sito ufficiale.
«552 partite, con la stessa maglia. I numeri racchiudono i miei ricordi. Raccontano vittorie, e purtroppo anche sconfitte. Tanti abbracci, lacrime, a volte sconforto, euforia, sofferenza, rabbia, gioia, orgoglio. La mia passione, sempre, dalla prima volta che ho toccato un pallone. Gran parte della mia vita, insomma.
552 partite, con la stessa maglia. I numeri per me significano tanto, tutti i grandi primati che sto raccogliendo in questa fase della mia carriera. Ma non sono tutto. Perchè ho sempre pensato che non basta soltanto raggiungerli, i grandi traguardi. Il valore dipende anche da come li raggiungi.
552 partite, con la stessa maglia. Sono arrivato in cima, nella storia della Juventus con Gaetano Scirea. Ecco cosa intendo quando dico che conta il 'come'. Come Gaetano Scirea. A volte mi chiedo come mi vedono i ragazzi, i bambini. E penso che vorrei mi vedessero come io vedevo lui. Parlo dell'uomo, non solo dello straordinario giocatore. Perchè questo, per me, vuol dire entrare nel cuore della gente, lasciare qualcosa che vada oltre i numeri.
552 partite, con la stessa maglia. Sono arrivato in cima, e ne vado orgoglioso. Mi fermo a guardare chi c'è al mio fianco, la stessa fascia di capitano al braccio.
Solo con la Juventus, sempre e solo la nostra Juventus. Il mio nome è vicino a quello di Scirea, bellissimo. Mi piace ricordarlo, prima di tornare a guardare avanti.
552 partite, sono arrivato fino qui. Eppure continuo a non vedere l'ora che inizi la prossima, quella che devo ancora giocare. Con la stessa maglia. Alessandro».
...grazie capitano per le tue splendide parole...
...grazie per essere quello che sei..un uomo semplice..che sebbene a numeri sopra il nostro Gaetano, lo tieni sempre presente...
...grazie per tutte le emozioni che ci fai vivere...
...grazie per non averci abbandonato nel momento più brutto...
...grazie perchè ci fai vivere una favola...
...GRAZIE DI ESISTERE...
lunedì 24 marzo 2008
INTER 1-2 JUVENTUS

Come spesso è capitato quest’anno, la Juventus sfodera le sue migliori prestazioni nelle grandi occasioni. La squadra che aveva stentato con l’Empoli è capace di andare a S. Siro a mettere sotto i padroni di casa, nonché campioni d’italia in carica (le minuscole non sono frutto di disattenzione). La cosa che - senza dubbio - ha in parte rasserenato la serata degli amici interisti è il fatto che l’1-0 di Camoranesi sia stato viziato da un colossale fuorigioco. Mi spiego: se, da settembre all’altro ieri, la chiosa ai continui errori pro-Inter e anti-Juve era stata “ma adesso gli errori sono in buona fede, eh!”, di colpo e con gioia il tifo interista si è potuto riappropriare del suo cavallo di battaglia, (ri)sposando la tanto cara - quanto ultimamente accantonata - tesi del complotto! Se la Juventus defraudata contro Udinese, Napoli, Parma, Catania, Sampdoria e Reggina e l’Inter immeritatamente vincente - solo per quel che ricordo - contro Siena, Parma e Catania costituivano soltanto “sviste in buona fede”, il gol di Camoranesi è diventato all’istante la dimostrazione di una congiura di palazzo di stampo rinascimentale, tesa a spodestare l’Inter dal trono a vantaggio della Roma, o - perché no - della Juventus! Ovviamente sostengo ciò con cognizione di causa, avendo avuto l’incommensurabile piacere - e l’incredibile fortuna - di seguire il big-match interamente circondato da vetero-interisti (di gran lunga i peggiori), oltre a sapere bene qual è il tenore dei commenti circolanti sui forum di tutta la penisola. Tenendo conto anche del fatto che lo scarto di gol avrebbe tranquillamente potuto essere più ampio, amici nerazzurri, lasciate che ve lo dica: siete veramente incorreggibili.
andrea
EMPOLI 0-0 JUVENTUS

Non sono riuscito a vedere la partita, ma a quanto pare è stato meglio così. Uno scialbo 0-0 a casa della penultima in classifica, quell’Empoli così stracolmo di scarti e future promesse della Juventus. Alle buone - talvolta ottime - prestazioni della Juve con le grandi, non fanno seguito i match giocati contro le piccole, con le quali la squadra bianconera ha perso decine di punti. E la cosa peggiore è che l’Inter ha pareggiato a Genova: vero che, ancora una volta, alla Signora è stato negato un rigore plateale, ma se non sfrutti i passi falsi dell’avversario quando giochi con il fanalino di coda, allora la colpe sono solo tue. Un ultimo appunto: pare che ad Empoli Tiago, manco a dirlo, sia stato uno dei peggiori in campo: non cederlo a gennaio pare essere stata una mossa esageratamente benevola.
andrea
JUVENTUS 1-0 NAPOLI

A forza di provarci, quella benedetta palla è entrata. Ci sono voluti 90 minuti, con le solite confusioni, i soliti lanci lunghi, le solite disattenzioni nei passaggi, ma alla fine Iaquinta (su pregevole assist in mezza rovesciata del Capitano) è andato a segno. E’ significativo aver dato seguito al 2-0 di Genova. Come si suole dire, oggi l’importante erano i tre punti.
andrea
lunedì 17 marzo 2008
BOICOTTARE LE OLIMPIADI CINESI

Non credo di sbagliarmi affermando che questo è il primo post "extrajuventino" (ma anche extracalcistico) a comparire nel blog.
D'altra parte, la gravità di quanto sta succedendo in Cina nella regione del Tibet, e in particolare nella città di Lhasa, mi spinge a sconfinare per una volta in ambito metasportivo - ma non troppo - schierandomi ovviamente dalla parte di un popolo che ha ormai nel destino la completa assimilazione nel leviatano cinese. Ancora più orribile della repressione tibetana ad opera della dittatura comunista è però l'atteggiamento dei governi occidentali riguardo a quanto accaduto: il colosso asiatico non è il tipo di potere in grado di tollerare prese di posizione avventate senza farne pesare poi le conseguenze sulle partnership commerciali. Va visto in quest'ottica - evidentemente - la trovata della federazione inglese: qualsiasi atleta britannico voglia mettere piede a Pechino, dovrà firmare un documento che lo obbligherà al silenzio su "temi politicamente sensibili". Un bell'escamotage linguistico davvero, per descrivere un bavaglio!
Tutto ciò mentre proprio dalla capitale ci informano che i morti (quelli ufficiali) sono 13, quando i testimoni parlano di centinaia di vittime, e mentre - è di poche ore fa la notizia - la dittatura impedisce in tutta la Cina l'accesso a Youtube, alla CNN, alla BBC e a tutti i media occidentali in genere.
E'per questo che qualunque federazione sportiva ha il dovere categorico di rifiutarsi di inviare i propri atleti in una Pechino dove ancora i diritti umani e civili sono un miraggio. Non sarebbe neanche la prima diserzione in ambito olimpico: gli USA nell''80 a Mosca e l'URSS quattro anni dopo a Los Angeles lo hanno fatto - eravamo in piena guerra fredda - soltanto per farsi uno sgarbo a vicenda.
Il problema, me ne rendo conto, è insormontabile, perchè le situazioni - ahimè - sono ben diverse: all'epoca americani e russi condividevano un cordiale odio reciproco; nessun problema, perciò, a boicottarsi a vicenda. Adesso, al contrario, l'Occidente non vuole guastare i rapporti con la potenza emergente, non può restare fuori dal grande gioco. Vanno conservate le apparenze.
Chi si aspettava nell'assegnazione dei Giochi ad uno stato autoritario l'occasione per un'apertura in senso democratico è rimasto deluso. La lente d'ingrandimento sotto cui si troverà la Cina fra qualche mese non turba minimamente i governanti asiatici, che alla popolazione continuano a mostrare la democrazia come spauracchio, come una perversione tutta occidentale che farà perdere loro quel +10% annuo di PIL. Un 10% che - questo non glielo mostrano - viene quotidianamente sudato sangue.
andrea
...EROI...

Alla fine, gli eroi di Anfield non ce l’hanno fatta. Sì, eroi: li definì proprio così il loro presidente, dopo che in terra inglese si erano lasciati assediare per 90 minuti senza provare un tiro in porta.
L’ennesima sconfitta europea ha fatto subito scattare una molla in quelli che sono i fragilissimi equilibri dello spogliatoio nerazzurro: Luis Figo, dopo il gol di Torres, si rifiuta di entrare in campo; Vieira esce dal terreno di gioco, sostituito sull’ 1-0, in modo estenuantemente lento, senza nemmeno dare al pubblico una speranza, un’ illusione di rimonta; Mancini, il sempre più infantile Ciuffo, annuncia - con la faccia del bambino che ha perso alle biglie - che questi saranno i suoi ultimi due mesi all’Inter, salvo ritrattare il giorno dopo adducendo a motivo della gaffe la delusione post-eliminazione. La squadra, come l’anno scorso e quello prima ancora, è allo sbando, completamente disunita.
Si diceva che nessuno è profeta in patria. Nella Milano nerazzurra vale il contrario.
andrea
martedì 11 marzo 2008
GENOA 0-2 JUVENTUS

Per uno sfortunato errore con le date non ho visto la partita (quest’anno era successo solo per l’andata contro la Fiorentina). Il risultato, a quanto sembra, è stato ottimo, e ciò non fa che accrescere il rammarico per i punti persi, per alterne ragioni e tra alterne fortune, contro Reggina, Torino e Fiorentina.
Il campionato, salvo miracoli, non è più - se mai lo è stato - un obiettivo alla portata, e non vengano interpretate come arroganti le recenti parole di Trezeguet, e più indietro, di Del Piero; la questione è sempre la troppo spesso scomodata - ma al contempo sacrosanta - mentalità juventina, vincente per definizione: si punta sempre al massimo, e poco importa che quest’anno siano appena cinque i giocatori che possano farlo per davvero. D’altra parte, si sa, mala tempora currunt.
Ma ne verranno di migliori.
andrea
mercoledì 5 marzo 2008
JUVENTUS 2-3 FIORENTINA

Il titolo appropriato è: “Come buttare tre punti”. Sembrava una partita ormai incanalata nei rassicuranti binari della vittoria quando il dio del calcio, lassù, ha deciso che no, non doveva andare tutto liscio come l’olio.
La Juventus vista domenica era una delle migliori di stagione, pimpante, gagliarda, convincente. Purtroppo bastano due difensori mediocri e un allenatore nell’occasione sconsiderato, per rovinare tutto. Molinaro, che nei 90 minuti arriva a far rimpiangere Balzaretti, confeziona nel giro di un quarto d’ora prima il pareggio viola con un maldestro rimpallo, e dopo, con il prezioso aiuto di Grygera, la rete del 2-3, con i due imbarazzanti difensori che lasciano balzare ripetutamente il pallone in area, cosa che già ai pulcini, nelle scuole calcio, si insegna ad evitare. Ranieri, in una delle sue - troppo frequenti - giornate no, toglie Camoranesi e Del Piero, i soli che avevano dato imprevedibilità alla manovra, sbilanciando gli assetti della squadra (guarda caso il gol della sconfitta arriva dalla fascia sinistra che era stata dell’oriundo) e, al contempo, inibendo ogni possibile manovra offensiva; e se per Mauro poteva esserci la motivazione dell’uscita precauzionale (aveva avuto problemi al ginocchio), il capitano stava benone e non dava il benché minimo segno di stanchezza. Fa bene Buffon ad arrabbiarsi, e a spiegare ai meno dotati compagni come si rinvia un pallone. E sempre il portierone ci azzecca quando dice che la vittoria contro la Roma ha dato alla testa a qualcuno.
Che annata.
andrea
lunedì 3 marzo 2008
JUVENTUS 0-0 TORINO

Che delusione. Lo 0-0 non fa felice nessuno, in una partita che la Juve doveva e poteva vincere. Il risultato è un misero punticino che, nell’era dei 3 punti, vale quasi niente. A parziale scusante dei giocatori si può addurre come motivo l’enorme calo di morale in seguito allo scippo di Reggio Calabria; un calo giustificato dal fatto che la squadra veniva da due vittorie fondamentali che l’avevano rilanciata, e dall’evidenza della superiorità assoluta mostrata contro i calabresi. Ma la Juve vista nel derby ha fatto decisi passi indietro non solo rispetto a quella, superba, che giocò contro la Roma, ma anche a quella sprecona ma pimpante vista a Reggio. E’ vero, la squadra ha creato le sue occasioni, e il Torino ha dovuto impostare la gara su difesa e ripartenze: però la cosa gli è riuscita anche piuttosto bene, se è vero che alla fine l’occasione più ghiotta è stata per Rosina, con una punizione che si è stampata sulla traversa. Al 90° Nedved commette un’ingenuità: sotto gli occhi dell’arbitro, tira la folta chioma di Comotto, il quale, a onor del vero, urla e si dibatte come se un indiano apache gli avesse appena tolto lo scalpo. Ad ogni modo, contro la Fiorentina Pavel non ci sarà.
Onore all’avversario quindi (avversario che, da tradizione, gioca il derby come mai aveva giocato le altre partite), ma anche la consapevolezza che a volte, senza una punta come Trezeguet, per la Juve è difficile buttarla dentro.
andrea
p.s.: Un ultimo accenno lo merita Sereni: il portiere del Torino è andato a prendere una punizione di Del Piero al sette, e, in generale, ha salvato più volte il risultato: a mio giudizio, vale due volte il terzo portiere della nazionale Amelia.
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