
E' oltremodo interessante osservare come la pubblica opinione, opportunamente istruita (v. post 26/12/07), possa arrivare a reputare vere delle affermazioni che null'altro sono se non pure menzogne. "Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità", diceva il ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels: la vergognosa pratica adottata nell'estate del 2006 da alcuni organi di informazione (che non sto qui a ricordare per non tediare il lettore) non ha fatto che seguire questo vecchio ma collaudatissimo schema. In particolare, è curioso notare come qualcuno, di azzuronero vestito, si sia fregiato della nomea di onesto e virtuoso pur non avendo alcun diritto di farlo, dal momento che, in quanto a telefonate, non aveva nulla da invidiare al demonizzato Moggi. Per esempio, l'interista medio probabilmente neanche sa che l'amico Facchetti è uno dei principali interlocutori di Pairetto, o forse non ritiene la cosa grave come per l'ex d.g. della Juve. E badate bene, il mio discorso non vuole dire "lo facevano anche loro", ma intende invece chiarire come il senso di una conversazione sia difficilmente scindibile dal suo particolare contesto, e questo vale per Facchetti come per Moggi: ma chi ha deciso ha ritenuto di applicare tale elementare concetto soltanto per quanto riguardava il compianto presidente dell'Inter.
A tal proposito riporto, a guisa d'esempio, i testi di alcune delle telefonate intercettate, che hanno fruttato alla Juventus la revoca di due scudetti sul campo, la retrocessione in serie B e un disastro economico senza precedenti, e all'Inter l'assegnazione (non ce la faccio a chiamarla vittoria) di un campionato, gli ingaggi di Ibrahimovic e Vieira e la pubblica fama di "Banda degli Onesti".
Moggi - Pairetto prima di Sampdoria - Juventus 0 - 3 (22/09/04)
Moggi: "Ma che fate oggi i sorteggi?"
Pairetto: "Sì, adesso".
M: "Ma per mercoledì per tutto?"
P: "Sì, sì, sì per mercoledì, solo che non ho la... è a casa".
M: "Uhm e va be'".
P: "E' tutto ok eh!"
M: "Ci sentiamo".
P: "Eh è tutto avanti sì"
Dondarini - Pairetto dopo Sampdoria - Juventus 0 - 3 (22/09/04)
Dondarini: "Eh bella battaglia hai visto?"
Pairetto: "Minchia".
D: "Orca miseria ma questi erano fuori di testa".
P: "Come?"
D: "Erano fuori di testa questi della Sampdoria".
P: "Quelli della Samp eh?"
D: "Mamma, guarda ti giuro se non c'erano i giocatori della Juve che mi aiutavano io non so come finiva questa partita perché erano veramente... ma dall'inizio dal primo minuto..."
P: "Sì sì ma questi sono sempre tutti fuori..."
D: "Poi sai ho dovuto dare quel rigore lì."
P: "Sì"
D: "Guarda che è di un netto Gigi".
P: "Sì ma ci credo perché poi dalla vostra posizione".
(...)
D: "Guarda ho dovuto sopportare perché se no..."
P: "Sì sì".
D: "Sì ho dovuto, ho cercato di non infierire perché questi erano cerca di... non erano sereni dall'inizio per cui..."
P: "Sì sì ma vanno sempre in campo mai sereni contro le grandi squadre si sentono sempre vittima di tutto guarda sono incredibili".
D: "Sì veramente ma è una cosa vergognosa quella a questo punto cosa fai? Non puoi dare rigore perché è una grossa squadra..."
P: "Ma vedrai anche in futuro quando avrai modo di farne ancora vedrai sarà sempre così li devi già preparare psicologicamente".
D: "Sì sì ma o me lo aspettavo poi eh perché ci mancherebbe".
P: "Ma poi tu ha visto domenica hai espulso due sacrosanti no?"
D: "Mamma mia."
P: "Sacrosanti no? Si piangevano addosso e dicevano che era stato fatto perché la partita dopo era contro una grande squadra no?"
D: "No no infatti infatti".
(...)
P: "Ma tu cos'avevi dato? rigore?"
D: "No io mi sono guardato in giro per sapere se era angolo o se era rinvio e lui mi ha indicato rigore".
P: "Ma chi?"
D: "Ambrosino" (il guardalinee ndr).
P: "Ha indicato rigore?"
D: "Lui mi ha dato rigore ed io ho fischiato rigore dopo di che mi ha richiamato mi ha detto "Donda scusami ho fatto una grande cazzata non dare rigore perché facciamo una troiata mai vista"".
P: "Era calcio d'angolo infatti"
D: "E infatti fa "guarda che ha preso la palla scusami istintivamente lì ho indicato rigore ma guarda è angolo" allora sul 3 a 0 gli ho detto "Marcello ma oramai diamo rigore" fa "no no guarda assolutamente non darlo perché non è rigore facciamo una figura di merda" a quel punto l'ho visto talmente convinto".
P: "Ma roba da pazzi".
Capitolo Inter:
il primo colloquio tra Luigi Pairetto e Giacinto Facchetti è del 15 settembre 2004. Sono le 12,59. Al centro della telefonata ci sono le valutazioni sugl arbitri di Champions League (l’Inter era in un girone con Valencia, Werder Brema e Anderlecht) e alcune tessere dell’Inter destinate a Pairetto.
FACCHETTI: e li han già deciso poi per le prossime partite ?
PAIRETTO: si sulla seconda c’è Meier eh poi ok.
FACCHETTI: sulla seconda quella con …
PAIRETTO: qual è non non
FACCHETTI: non con il Valencia
PAIRETTO: non quella… l’ult… qual è la terza di di
FACCHETTI: la terza
PAIRETTO: quella più importante che avete
FACCHETTI: la terza è con l’Anderlecht, eh la terza è l’Anderlecht
PAIRETTO: non aspetta te lo… ce l’ho di la infatti avevo detto, ho fatto mettere Meier, no allora è la seconda perché era la partita quella importante
FACCHETTI: eh si perché dovrebbe essere
PAIRETTO: allora dovrebbe essere quella adesso te… lo vado a prendere e te lo dico
FACCHETTI: me lo dici
PAIRETTO: te lo verifico si si si e te lo dico
FACCHETTI: grazie
PAIRETTO: e te lo dico subito perché avevo fatto mettere Meier appunto perché è un arbitro molto…
FACCHETTI: si perché li a Valencia
PAIRETTO: affidabile, no no li a Valencia è un ambientino… bello tosto, anche se ieri è stato un bel risultato , lui è stato bravo
FACCHETTI: si si buono abbiamo sofferto fino all’ultimo perché un gol solo non si sa mai
PAIRETTO: si si infatti, poi loro in dieci quindi era un po’
FACCHETTI: eh però sai si sbagliano
PAIRETTO: eh si nel calcio basta un… sbagliare un calcio di rigore
FACCHETTI: eh eh
PAIRETTO: anche psicologicamente no è, non è il massimo quindi
FACCHETTI: eh si ma
PAIRETTO: va bene
FACCHETTI: va bene fammi sapere
PAIRETTO: allora ti chiamo e ti faccio sapere
FACCHETTI: fammi sapere grazie
PAIRETTO: per le tessere invece le hai già…
FACCHETTI: si le tessere sono, guarda abbiamo… pensa che ieri hanno consegnato
PAIRETTO: si
FACCHETTI: le tessere ai consiglieri sono…
PAIRETTO: solo fate adesso proprio
FACCHETTI: sono arrivate talmente in ritardo voi preferivate mandarle a ritirare magari ?
PAIRETTO: io posso magari anche chiedere se va a ritirarle
FACCHETTI: fammi sapere se…
PAIRETTO: magari dico alla persona che può andare a ritirarle in sede ?
FACCHETTI: aspetta aspetta che sento la signora
PAIRETTO: si cosi eventualmente…
FACCHETTI: Monica, sono al telefono con Pairetto mi chiedeva le loro due te…sono li ? Gli dico di mandare a ritirare almeno cosi eh ? Eh si si, allora mi faccio dire il nome di chi viene a ritirale grazie. Erano li pronte
PAIRETTO: perfetto allora io adesso
FACCHETTI: mi sai dire il nome di chi viene a ritirare ?
PAIRETTO: te lo faccio sapere di chi viene a ritirarle il nome cosi
FACCHETTI: si perché non si sa mai
PAIRETTO: no no se non passa un altro se le prende è chiaro
FACCHETTI: va bene
PAIRETTO: va bene allora cosi ti dico anche l’al… tutte e due le cose anche l’altra
FACCHETTI: grazie
PAIRETTO: ok grazie
FACCHETTI: ciao
PAIRETTO: buon appetito ciao
Un'altra telefonata è del giorno successivo, il 16 settembre 2004. Sono le 9,28 del mattino.
Pairetto: «Pronto».
Facchetti: «Sì, Pierluigi».
omissis
Pairetto: «Allora la seconda è Anderlecht non è Valencia».
Facchetti: «La seconda non è ah ero convinto».
Pairetto: «no, no infatti mi dicevo porca miseria che abbia confuso io e allora son andato a
vedere ad Anderlech c'è Vassaras il greco».
Facchetti: «chi è».
Pairetto: «Vassaras».
Facchetti: «ah Vassaras».
Pairetto: «Vassaras si è un top class e la Mayer poi con il Valencia».
Facchetti: «e là Mayer»
Pairetto: «si che era quello che».
Facchetti: «si ho visto ieri».
Pairetto: «ha fatto bene».
Facchetti: «si si ho visto che».
omissis
Facchetti: «chi passa a ritirare le tessere allora ?»
Pairetto: «allora Santambrogio».
Facchetti: «ah Santambrogio».
Pairetto: «sempre Santambrogio».
Facchetti: «va bene va bene».
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