“Per lo scudetto e la Champions ci siamo anche noi”, “Siamo la Juve e abbiamo la vittoria nel DNA, logico puntare a tutto”, “I gol arriveranno, creiamo molto gioco”, “Nonostante le ultime difficoltà, siamo ancora in corsa su tutti i fronti”: sono solo alcune delle molte, stupide frasi di cui lo spaesato Cobolli Gigli ed il suo entourage ci stanno infarcendo da alcune settimane a questa parte, quasi credessero – Urss docet? – che a ripetere una cosa mille e mille volte, questa alla fine diventi una verità. Sfortunatamente per la dirigenza di corso Galileo Ferraris, il muro di Berlino è un cumulo di macerie da un pezzo, i giornali non sono – salvo quelli “di partito” - Pravda pronte ad asservirsi alla causa bianconera e, soprattutto, i tifosi juventini non sono – sempre fatto salvo qualche obnubilato fornito di paraocchi - una manica di creduloni.
Il calciomercato estivo aveva già fatto capire che razza di campionato saremmo andati ad affrontare: un solo grande acquisto (nel ruolo meno utile), uno zappatore del centrocampo ed una mediocrità assoluta della difesa (senza scordare il buffone comprato dal Livorno per 700.000 euro). Ora, tenendo conto anche degli altri brocchi che ha ospitato tra le sue braccia, negli ultimi due anni, quella che ormai non è più una Signora ma una emerita puttana (riacquisterà il suo status, ovviamente, una volta cambiata proprietà), mi piacerebbe soltanto conoscere i nomi dei tifosi di Madama che a luglio credevano davvero che la squadra potesse raggiungere un qualsivoglia risultato, e dotare poi questi inguaribili ottimisti di abbonamenti validi per le restanti trentadue partite di campionato della Juventus, obbligandoli a vederle tutte. Sono sicuro che la prossima volta ci penseranno dieci volte prima di lasciarsi andare ai seguenti commenti/banalità:
1) “Poulsen comunque è uno di quei giocatori che danno sostanza al centrocampo”
2) “Knezevic dopotutto non ha fatto male col Livorno, ha giocato anche in nazionale”
3) “Mellberg è un bestione scandinavo, con lui là dietro siamo a posto”
4) “Molinaro è veloce e comunque ci mette grinta”
5) “Grygera marca bene e può giocare sia a destra che al centro, è molto utile in difesa”
6) “Tiago è in grado di fornire molti palloni alle punte, sai quanti gol” (………………….)
Non è più l’anno scorso, ragazzi, dove non ci conoscevano, dove non c’erano tre partite a settimana, dove molti hanno reso sopra le aspettative, dove, sostanzialmente, tutto è andato per il verso giusto! Quest’anno la squadra – la stessa, identica all’anno passato – ha una primavera in più sul groppone, cosa che su alcuni senatori comincia a fare un certo effetto; gioca anche la Champions, senza i necessari ricambi; è stata ormai tarata dagli avversari, che sanno quali ne sono i punti deboli, e ha un allenatore incapace di trovare schemi alternativi; non può pretendere – infine – che il 34enne Del Piero segni 21 gol, che il 37enne Nedved sgroppi come un ragazzino e che il 32enne Camoranesi crossi e fornisca assist a ripetizione.
La Juventus, società, fino a tre anni fa, una delle più vincenti della storia, sta diventando - esattamente come l’Inter vecchi tempi - la barzelletta d’Italia. Di questo deve ringraziare solo e soltanto la prode dirigenza che prima ha mandato la squadra (con la preziosa partecipazione dell’avvocato Zaccone) in serie B, e che poi si è impegnata a fondo affinché i colori bianconeri subissero il drastico ridimensionamento (economico, d’immagine, di risultati) che purtroppo ormai conosciamo.
E’ inutile dire che non c’è nulla di compromesso, che “l’Inter capolista dopotutto è a 4 punti di distanza”, che “in Champions siamo pienamente in corsa”, e che “si può superare il momento negativo”: sono tutte parole al vento, che servono soltanto a nascondere il fatto che i 4 punti di distacco dall’Inter sono frutto di appena sei giornate su trentotto, che in Champions la Juve ha pareggiato con la squadra materasso del girone dovendo ancora affrontare il Real Madrid, e che, sostanzialmente, non c’è nessuna possibilità di recuperare alcunché, semplicemente perché gli avversari sono ad-un-altro-livello.
Sostituire Ranieri – passo in ogni caso inevitabile, e meglio prima che dopo – servirà a poco se il manipolo di delinquenti che appesta i vertici della società non si farà da parte o (cosa in cui purtroppo credo poco) si renda conto che in questo modo la squadra si avvia a diventare una tranquilla compagine da prima metà della classifica. Detto fuori dai denti, il mio personale pensiero è che ne siano perfettamente consci, ma che questo sia proprio il loro obiettivo: seppelliti i due Agnelli ai quali della Juventus importava, e cacciati dopo lo tsunami i dirigenti che di calcio ne capivano, chi è rimasto? Un cocainomane che si diletta con transessuali ultracinquantenni, un damerino di corte che nemmeno sa l’italiano, uno sprovveduto che prima del 2006 non era mai stato in uno stadio e che appena arrivato parla di “operazione simpatia” e un incapace che a Moggi nemmeno legava le scarpe ma che adesso vende Ibrahimovic all’Inter per una miseria e porta a Torino gente come Tiago, Molinaro, Knezevic e Poulsen.
Se adesso siamo nei guai fino al collo, ringraziamo loro.
andrea
venerdì 10 ottobre 2008
mercoledì 9 luglio 2008
MA IL MERCATO LO DEVO FARE IO?
Non voglio - ancora una volta - sembrare incontentabile, ma la campagna acquisti continua a non convincermi. Ci pensavo poc'anzi, mentre ero a cena (la Juventus è una passione che succhia via tutte le mie energie fisiche e mentali a tutte le ore del giorno e della notte, soprattutto durante il calciomercato: mi è già capitato di svegliarmi nel cuore della notte e pensare a Quello - giuro). Dicevo, ci ho pensato poco fa: valeva davvero la pena di investire la gran parte del budget sull'attacco, vale a dire il reparto che l'anno scorso ha avuto la maggiore affidabilità (per non dire che è stato stellare)? I 23 milioni spesi per Amauri (di cui non critico l'acquisto in sè, sia chiaro), passeranno quantomeno - e per forza di cose - una discreta parte dell'anno in panchina (e meno ce la passeranno loro, più ce la passeranno le chiappe di Del Piero e Trezeguet, cosa altrettanto sacrilega), dato che ci sono quattro attaccanti per due soli posti, e il turnover in attacco è sempre molto praticato. Ora, forse non era meglio investire quel cospicuo gruzzoletto su un grande terzino sinistro, o su un grande centrale difensivo, ruoli nei quali il titolare della posizione, se è un giocatore di elevata caratura (e solitamente un terzino da 23 milioni lo è) non salta una partita se non per infortunio o squalifica, diventando perciò un elemento cardine della squadra?
Per quello che può contare, mi sono permesso di fare due calcoli sapendo grossomodo quelle che sono le quotazioni attuali dei vari giocatori, mostrando - a grandi linee e su due piedi, proponendo niente più che semplici idee - il calciomercato che avrei fatto io:
ACQUISTI
Guiza, 17,5mln (al Fenerbahce per tale cifra) / Gilardino, 14mln (alla Fiorentina per tale cifra)
Vargas, 13mln (alla Fiorentina per tale cifra) / Grosso, 9-11mln
Xabi Alonso, 19-20mln / Modric, 20mln (al Tottenham per tale cifra)
Totale: 44-50,5mln
CESSIONI
Nocerino, 8mln
Almiròn, 8-9mln
Tiago, 11-12mln
Totale: 27-29mln
Morale: con una spesa effettiva totale di circa 20 milioni, si poteva migliorare notevolmente la formazione titolare nei punti deboli della passata stagione. E pensare che questo mio piano è stato elaborato a cena..
a.
Per quello che può contare, mi sono permesso di fare due calcoli sapendo grossomodo quelle che sono le quotazioni attuali dei vari giocatori, mostrando - a grandi linee e su due piedi, proponendo niente più che semplici idee - il calciomercato che avrei fatto io:
ACQUISTI
Guiza, 17,5mln (al Fenerbahce per tale cifra) / Gilardino, 14mln (alla Fiorentina per tale cifra)
Vargas, 13mln (alla Fiorentina per tale cifra) / Grosso, 9-11mln
Xabi Alonso, 19-20mln / Modric, 20mln (al Tottenham per tale cifra)
Totale: 44-50,5mln
CESSIONI
Nocerino, 8mln
Almiròn, 8-9mln
Tiago, 11-12mln
Totale: 27-29mln
Morale: con una spesa effettiva totale di circa 20 milioni, si poteva migliorare notevolmente la formazione titolare nei punti deboli della passata stagione. E pensare che questo mio piano è stato elaborato a cena..
a.
martedì 8 luglio 2008
ANCORA SU POULSEN
Cliccate sul link qua sotto e fatevi un'idea di quanto Poulsen sia benvoluto dalla tifoseria bianconera.
http://www.gazzetta.it/community/Calcio/Calciomercato/Primo_Piano/2008/07_Luglio/07/cobolli_full.shtml
Cobolli: "Ai tifosi piacerà un lottatore come Poulsen". Che cooooosaaaaa??? Ma fino a due giorni fa non serviva un regista? ADESSO BASTA, CI SIAMO STANCATI!!! DOBBIAMO FARCI SENTIRE: COBOLLI, SECCO E BLANC A CASA UNA VOLTA PER TUTTE!!! CI FATE SCHIFO.
a.
http://www.gazzetta.it/community/Calcio/Calciomercato/Primo_Piano/2008/07_Luglio/07/cobolli_full.shtml
Cobolli: "Ai tifosi piacerà un lottatore come Poulsen". Che cooooosaaaaa??? Ma fino a due giorni fa non serviva un regista? ADESSO BASTA, CI SIAMO STANCATI!!! DOBBIAMO FARCI SENTIRE: COBOLLI, SECCO E BLANC A CASA UNA VOLTA PER TUTTE!!! CI FATE SCHIFO.
a.
lunedì 7 luglio 2008
POULSEN CHI?????

No, ragazzi. Non ci siamo. Se vogliamo fare sul serio, bene, se no tutti a casa.
Perchè se si passa da Xabi Alonso ad Aquilani, da Aquilani a Stankovic e da Stankovic a Poulsen noi non ci stiamo più. Non si può comprare tanto per comprare: se non si riesce ad arrivare a Xabi perchè il Liverpool chiede troppo, e non esistono altre piste al momento percorribili, benissimo, non si prende nessuno. Acquistare un giocatore a caso tanto per fare numero sarebbe una mossa - ancora una volta - quantomeno inopportuna da parte di una dirigenza che non smette di farci rimpiangere la persona che qualcuno ha rinominato Lucky Luciano, il quale avrà anche rinchiuso Paparesta nello sgabuzzino, ma di queste cantonate non ne prendeva.
Ma analizziamo nel dettaglio le caratteristiche del campione che Secco & C. hanno intenzione di regalarci.
Poulsen è un incontrista. Scarso, se vogliamo evitare scomode perifrasi; sicuramente inferiore tanto a Sissoko quanto a Zanetti. Ma il bello è che - proprio per la presenza in rosa di Sissoko e Zanetti - alla Juve non serve affatto un incontrista, neanche se fosse più forte di Poulsen. Le difficoltà a centrocampo della scorsa stagione fanno comprendere perfino ai neonati che non serve un distruttore di gioco, ma un costruttore, un uomo dotato di tecnica e visione periferica. Poulsen è uno dei giocatori meno tecnici nel panorama calcistico mondiale: credo, senza voler apparire superbo, di poterlo battere io stesso in una sfida ai calci di punizione; quanto alla visione periferica, quella del danese si limita alle occhiate che si getta intorno per evitare di essere malmenato, castrato o semplicemente sputacchiato dall'esausto giocatore che lui ha marcato per tutta la partita: Poulsen è un grandissimo provocatore, uno di quei giocatori insulsi e inutili che cercano di fermare l'avversario di turno non con le gambe e con la tenacia ma con la lingua (e puntualmente le prendono: basti guardare la sua mediocre carriera, tra Shalke 04 e Siviglia); Totti gli sputò, Micoud gli strizzò i testicoli, Kakà fu sostituito prima di fargli del male: un giocatore del genere non è degno dei nostri colori.
Se davvero arriverà, mi recherò personalmente a Torino e proverò di persona l'ebbrezza di sputargli in faccia.
a.
sabato 28 giugno 2008
NON LO VOGLIAMO

No a chi ci ha offeso! No a chi cantava "noi vinciamo senza rubare"! No a Stankovic bianconero!
"Riprenderemo a fare affari con l'Inter quando ammetterà di non aver mai vinto il quattordicesimo scudetto. Ma fino ad allora niente scambi o operazioni di mercato, tanto meno questo: non è elegante per la Juve raccogliere le briciole che cadono dai tavoli altrui".
(Giampiero Mughini)
giovedì 22 maggio 2008
COLPI GOBBI
Se il prossimo anno la Juventus vorrà davvero dare del filo da torcere a Inter e Milan (che si rinforzerà, potete starne certi), e, soprattutto, non fare figuracce in Champions League, quest'estate sul mercato dovrà darsi da fare, e non poco.
Amauri: se dovesse arrivare, mi auguro non sia a scapito di rinforzi in difesa, soprattutto sulla fascia sinistra dove con l'onesto Molinaro non possiamo presentarci all'appuntamento europeo. In fondo, abbiamo il miglior duetto d'attacco del campionato (41 gol) e Iaquinta che dà sempre il suo apporto di gol e polmoni; logico che, giocando su più fronti, serva anche un'altra punta di peso (e Amauri andrebbe benissimo), ma le priorità assolute, adesso, sono difesa e centrocampo.
Xabi Alonso: il mediano del Liverpool ottiene la mia approvazione incondizionata: centrocampista dal passaggio preciso e dal lancio calibrato, nonchè calciatore di esperienza internazionale, sarebbe l'uomo che tanto è mancato alla Juventus arrufona di quest'anno. Speriamo che la nostra inesperta dirigenza non si faccia fregare come è già successo.
In ogni caso - e ce ne rendiamo conto tutti - ora come ora non possiamo competere con le grandi d'Europa nè in quanto a budget per gli acquisti, nè in quanto a ingaggi; arrivati, ipoteticamente, Amauri e Xabi Alonso, non resterebbero così tanti soldi per completare con giocatori già affermati, e di quel livello, il resto della squadra. E' per questo che la mossa migliore (oltre a valorizzare al massimo grado il settore giovanile) è sicuramente quella di andarsi a scovare in giro per il pianeta talenti ancora molto giovani ma già sulla via dell'affermazione (in periodi di difficoltà, una politica avventuristica è quanto di peggio si possa fare), e che quindi presuppongano investimenti sostanziosi ma non ancora stellari. Due esempi su tutti? Nell'agosto 2003 il Manchester United acquista Cristiano Ronaldo dallo Sporting Lisbona per 17,5 milioni di euro; nella stessa estate il Milan ottiene Kakà dal San Paolo per 8,5 milioni; nel 2006 l'Atletico Madrid sborsa 23,5 milioni per portare via Aguero dall'Independiente. Cosa sono diventati questi giocatori per le rispettive tifoserie e per il calcio mondiale? Quanto valgono adesso? Ecco, valorizzando la rete di osservatori la Juventus può farlo. Altrimenti, ci aspettano anni grami. A buon intenditor, poche parole.
a.
Amauri: se dovesse arrivare, mi auguro non sia a scapito di rinforzi in difesa, soprattutto sulla fascia sinistra dove con l'onesto Molinaro non possiamo presentarci all'appuntamento europeo. In fondo, abbiamo il miglior duetto d'attacco del campionato (41 gol) e Iaquinta che dà sempre il suo apporto di gol e polmoni; logico che, giocando su più fronti, serva anche un'altra punta di peso (e Amauri andrebbe benissimo), ma le priorità assolute, adesso, sono difesa e centrocampo.
Xabi Alonso: il mediano del Liverpool ottiene la mia approvazione incondizionata: centrocampista dal passaggio preciso e dal lancio calibrato, nonchè calciatore di esperienza internazionale, sarebbe l'uomo che tanto è mancato alla Juventus arrufona di quest'anno. Speriamo che la nostra inesperta dirigenza non si faccia fregare come è già successo.
In ogni caso - e ce ne rendiamo conto tutti - ora come ora non possiamo competere con le grandi d'Europa nè in quanto a budget per gli acquisti, nè in quanto a ingaggi; arrivati, ipoteticamente, Amauri e Xabi Alonso, non resterebbero così tanti soldi per completare con giocatori già affermati, e di quel livello, il resto della squadra. E' per questo che la mossa migliore (oltre a valorizzare al massimo grado il settore giovanile) è sicuramente quella di andarsi a scovare in giro per il pianeta talenti ancora molto giovani ma già sulla via dell'affermazione (in periodi di difficoltà, una politica avventuristica è quanto di peggio si possa fare), e che quindi presuppongano investimenti sostanziosi ma non ancora stellari. Due esempi su tutti? Nell'agosto 2003 il Manchester United acquista Cristiano Ronaldo dallo Sporting Lisbona per 17,5 milioni di euro; nella stessa estate il Milan ottiene Kakà dal San Paolo per 8,5 milioni; nel 2006 l'Atletico Madrid sborsa 23,5 milioni per portare via Aguero dall'Independiente. Cosa sono diventati questi giocatori per le rispettive tifoserie e per il calcio mondiale? Quanto valgono adesso? Ecco, valorizzando la rete di osservatori la Juventus può farlo. Altrimenti, ci aspettano anni grami. A buon intenditor, poche parole.
a.
martedì 20 maggio 2008
OLTRE A BARO, FALLITO E DISONESTO, E' PURE DEFICIENTE

(Massimo Gramellini, La Stampa, 20/05/08)
Commentando la devastazione di un asilo di Parma da parte degli ultrà interisti, il presidente Moratti ha dichiarato al microfono di Radio Rai: «Peccato che ci sia stata questa specie di assalto a questo asilo, ma credo che sia stato involontario, da quello che ho letto pensavano fosse parte dello stadio». Se il microfono non ha capito male, l’assalto andrebbe dunque considerato involontario, dal momento che i vandali, poveri figli, credevano in buona fede di devastare uno stadio, mica un asilo. Ora, della gente che non distingue un asilo da uno stadio mi sembra abbia dei problemi seri con la realtà, e di certo non li risolverà passando le domeniche a credersi la reincarnazione degli unni. Ma anche se, in virtù di una congiura ordita dalla maestra di Moggi, lo stadio del Parma si fosse effettivamente truccato da asilo, con i pupazzetti alle pareti e i puffi disegnati sulle lavagne degli spogliatoi al posto del 4-3-3, quale sarebbe la logica giustificazionista del presidente nerazzurro? Che se un luogo pubblico fa parte dello stadio, allora diventa normale, o meno grave, che i tifosi lo distruggano? Che nessun ultrà farebbe mai del male a un asilo (molti, anzi, continuano a frequentarlo come ripetenti), mentre appare scontato che considerino lo stadio un territorio riservato alle loro scorribande? Se questo fosse il pensiero di Moratti (e non solo del microfono), ci toccherebbe quasi lodarne la sincerità. Infatti gli altri presidenti pensano la stessa cosa, ma hanno il pudore, o la furbizia, di non dirla.
lunedì 19 maggio 2008
ECCOCI ARRIVATI...
Epilogo di un'annata.
Annata di posa delle fondamenta, a Torino. Soddisfacente, per certi versi; deludente, per altri. E' stato raggiunto l'obiettivo minimo, e questo è l'importante: la Juventus ha reso comunque più di quanto ci si aspettasse, con quell'organico.
L'Inter ha vinto il secondo scudetto di fila (non chiedetemi di dire il terzo, ve ne prego, non lo dirò mai).
Il Milan (ed è il caso di dire: finalmente) è rimasto fregato alla grande, giocando un gioco troppo pericoloso nell'esagerata convinzione di poter partecipare di diritto alla Champions dell'anno successivo in quanto campione in carica: forse, l'anno prossimo non snobberanno il campionato.
La Fiorentina, dal canto suo, torna finalmente nell'Europa che conta.
La Roma deve fare i conti solo con i suoi rimpianti. Ieri De Rossi, a caldo, parlava di campionato falsato dagli errori arbitrali a favore dell'Inter; oggi è stato il turno di Doni di rincarare la dose. Il fatto che la società giallorossa resti in silenzio e non prenda nessun tipo di provvedimento rende palese il fatto che, se non è tutto orchestrato ad arte, quantomeno si condivide il pensiero dei propri tesserati. Ora, chi mi conosce sa che cosa penso di Farsopoli e dell'Inter, società che ho spesso etichettato come Banda degli Onesti, Indossatori di Scudetti Altrui, Perdazzurri Cronici e chi più ne ha più ne metta. Però, diciamoci la verità: con tutti gli aiuti che hanno ricevuto, per la squadra che avevano concorrenti credibili non ce n'erano: la Juventus è in ricostruzione, il Milan è decisamente alla frutta e la Roma una grande squadra che vince anche quando gioca male, non lo è mai stata. A Roma, piuttosto, hanno sempre avuto questa mentalità del complotto, della congiura e dei poteri forti al Nord. L'autocritica la si fa raramente; e si preferisce addebitare le colpe al Palazzo.
Posso portare un esempio su tutti: gli amici romanisti amano rispolverare ancora oggi, a 27 anni dall'accaduto, "er gò de Turone", una rete annullata per un fuorigioco che ancora oggi non si è capito se ci sia o meno, in uno Juve-Roma che si rivelò determinante ai fini dell'assegnazione dello scudetto; chissà se ricordano anche che prima di quella partita Bettega fu squalificato per una irregolarità commessa un mese prima e che Furino fu espulso, a dimostrazione del fatto che Giudice Sportivo e arbitro non erano così prevenuti, e che, se fuorigioco non era, si trattò di semplice errore tecnico (su youtube è disponibile il filmato, al quale rinvio: sarà banale, ma è questione di centimetri).
Ecco, la Capitale, che dimostra una memoria addirittura prodigiosa nel rimembrare avvenimenti vecchi di sei lustri, tende, curiosamente, a dimenticare fatti accaduti in tempi molto più recenti: dai rolex recapitati agli arbitri (per inciso: è qualcosa di ben più grave che parlare al telefono di griglie arbitrali con un designatore, cosa che tra l'altro faceva spesso anche San Facchetti, e qui mi fermo) alle fideiussioni fasulle da 7,5 milioni di euro emesse, per conto della Roma, dalla SBC di Civitanova Marche, azienda con un capitale sociale di euro 500.000. O ancora il "decreto spalmadebiti" che ha permesso tanto alla società giallorossa quanto a Lazio, Milan, Inter e Parma di non scomparire dal calcio (a tal proposito è curioso notare come Capitalia, la società che ha concesso i finanziamenti a queste squadre, sieda nel CdA della A.S. Roma S.p.a., che alcune delle sue quote siano in mano a Massimo Moratti e Silvio Berlusconi, e che sempre Capitalia fosse al contempo creditrice di Parmalat e Cirio, proprietarie di Parma e Lazio e anch'esse finanziate dalla medesima società...ma quel satanasso di Moggi dov'è?). Per non parlare di quella regola sugli extracomunitari in campo cambiata in corsa durante il campionato 2000/01: ironia della sorte, proprio la domenica successiva alla decisione della Corte Federale si gioca lo scontro diretto Juventus-Roma, con i giallorossi che pareggiano a pochi minuti dalla fine con un gol dell'extracomunitario Nakata, il quale fino ad una settimana prima la partita l'avrebbe vista dalla tribuna.
Ora, tornando alla polemica di ieri, mi sembra che anche De Rossi e Doni soffrano di una certa carenza di fosforo: Totti e compagni hanno perso 4 punti con il retrocesso Livorno, e 2 con il parimenti retrocesso Empoli, solo per quanto posso ricordare; e dato che i suoi punti facili facili li ha lasciati per strada anche un'Inter tutt'altro che sovrumana, a Roma devono solo mangiarsi le mani, se proprio. Per una volta nella storia, non fatevi riconoscere: è facile credere al complotto, lo è molto meno ammettere che si è sbagliato.
a.
Annata di posa delle fondamenta, a Torino. Soddisfacente, per certi versi; deludente, per altri. E' stato raggiunto l'obiettivo minimo, e questo è l'importante: la Juventus ha reso comunque più di quanto ci si aspettasse, con quell'organico.
L'Inter ha vinto il secondo scudetto di fila (non chiedetemi di dire il terzo, ve ne prego, non lo dirò mai).
Il Milan (ed è il caso di dire: finalmente) è rimasto fregato alla grande, giocando un gioco troppo pericoloso nell'esagerata convinzione di poter partecipare di diritto alla Champions dell'anno successivo in quanto campione in carica: forse, l'anno prossimo non snobberanno il campionato.
La Fiorentina, dal canto suo, torna finalmente nell'Europa che conta.
La Roma deve fare i conti solo con i suoi rimpianti. Ieri De Rossi, a caldo, parlava di campionato falsato dagli errori arbitrali a favore dell'Inter; oggi è stato il turno di Doni di rincarare la dose. Il fatto che la società giallorossa resti in silenzio e non prenda nessun tipo di provvedimento rende palese il fatto che, se non è tutto orchestrato ad arte, quantomeno si condivide il pensiero dei propri tesserati. Ora, chi mi conosce sa che cosa penso di Farsopoli e dell'Inter, società che ho spesso etichettato come Banda degli Onesti, Indossatori di Scudetti Altrui, Perdazzurri Cronici e chi più ne ha più ne metta. Però, diciamoci la verità: con tutti gli aiuti che hanno ricevuto, per la squadra che avevano concorrenti credibili non ce n'erano: la Juventus è in ricostruzione, il Milan è decisamente alla frutta e la Roma una grande squadra che vince anche quando gioca male, non lo è mai stata. A Roma, piuttosto, hanno sempre avuto questa mentalità del complotto, della congiura e dei poteri forti al Nord. L'autocritica la si fa raramente; e si preferisce addebitare le colpe al Palazzo.
Posso portare un esempio su tutti: gli amici romanisti amano rispolverare ancora oggi, a 27 anni dall'accaduto, "er gò de Turone", una rete annullata per un fuorigioco che ancora oggi non si è capito se ci sia o meno, in uno Juve-Roma che si rivelò determinante ai fini dell'assegnazione dello scudetto; chissà se ricordano anche che prima di quella partita Bettega fu squalificato per una irregolarità commessa un mese prima e che Furino fu espulso, a dimostrazione del fatto che Giudice Sportivo e arbitro non erano così prevenuti, e che, se fuorigioco non era, si trattò di semplice errore tecnico (su youtube è disponibile il filmato, al quale rinvio: sarà banale, ma è questione di centimetri).
Ecco, la Capitale, che dimostra una memoria addirittura prodigiosa nel rimembrare avvenimenti vecchi di sei lustri, tende, curiosamente, a dimenticare fatti accaduti in tempi molto più recenti: dai rolex recapitati agli arbitri (per inciso: è qualcosa di ben più grave che parlare al telefono di griglie arbitrali con un designatore, cosa che tra l'altro faceva spesso anche San Facchetti, e qui mi fermo) alle fideiussioni fasulle da 7,5 milioni di euro emesse, per conto della Roma, dalla SBC di Civitanova Marche, azienda con un capitale sociale di euro 500.000. O ancora il "decreto spalmadebiti" che ha permesso tanto alla società giallorossa quanto a Lazio, Milan, Inter e Parma di non scomparire dal calcio (a tal proposito è curioso notare come Capitalia, la società che ha concesso i finanziamenti a queste squadre, sieda nel CdA della A.S. Roma S.p.a., che alcune delle sue quote siano in mano a Massimo Moratti e Silvio Berlusconi, e che sempre Capitalia fosse al contempo creditrice di Parmalat e Cirio, proprietarie di Parma e Lazio e anch'esse finanziate dalla medesima società...ma quel satanasso di Moggi dov'è?). Per non parlare di quella regola sugli extracomunitari in campo cambiata in corsa durante il campionato 2000/01: ironia della sorte, proprio la domenica successiva alla decisione della Corte Federale si gioca lo scontro diretto Juventus-Roma, con i giallorossi che pareggiano a pochi minuti dalla fine con un gol dell'extracomunitario Nakata, il quale fino ad una settimana prima la partita l'avrebbe vista dalla tribuna.
Ora, tornando alla polemica di ieri, mi sembra che anche De Rossi e Doni soffrano di una certa carenza di fosforo: Totti e compagni hanno perso 4 punti con il retrocesso Livorno, e 2 con il parimenti retrocesso Empoli, solo per quanto posso ricordare; e dato che i suoi punti facili facili li ha lasciati per strada anche un'Inter tutt'altro che sovrumana, a Roma devono solo mangiarsi le mani, se proprio. Per una volta nella storia, non fatevi riconoscere: è facile credere al complotto, lo è molto meno ammettere che si è sbagliato.
a.
SAMPDORIA 3-3 JUVENTUS

Per quello che contava, è andata anche l'ultima partita. Del Piero ipoteca il titolo di capocannoniere e la convocazione agli Europei, Birindelli conclude i suoi anni alla Juve, la squadra saluta tutti e arrivederci all'anno prossimo.
Però.....però: Ranieri toglie il Capitano quando poteva ulteriormente rimpinguare il bottino e mettersi al sicuro da Borriello (ancora 20 minuti di partita a maglie molto larghe tra squadre che volevano solo divertirsi), e Alex giustamente non la prende bene. L'allenatore nega anche a Birindelli, 11 anni in bianconero, la soddisfazione degli ultimi minuti con questa maglia, che il difensore toscano ha sempre onorato nel migliore dei modi pur non essendo una primadonna; ha preferito, gli ultimi 2 minuti, fare esordire un primavera: sarebbero state commoventi, all'88°, le ovazioni per Ale che usciva che si fondevano con quelle per Birindo che per l'ultima volta entrava. Lo stile Juve è anche rispetto per chi, da Capitano, con questa quadra ha vinto tutto; è anche riconoscenza verso chi se a Torino è rimasto 11 anni, un motivo ci sarà pure. Ma tant'è. Grazie lo stesso, Birindo. Noi bianconeri non dimentichiamo.
a.
domenica 18 maggio 2008
..epilogo..
Bene, siamo giunti purtroppo alla fine di questa stagione. Mi sarebbe piaciuto si fosse conclusa in maniera un pò diversa, credo a tutti noi gobbi, con la Roma Campione d'Italia, Milan fuori dalla Coppa Campioni e con il salvataggio della nostra società affiliata Empoli, ma la realtà è completamente opposta, o quasi. Che dire, complimenti alla Banda di Truffatori, bene o male, sono senza dubbio i più forti, hanno un organico pazzesco, complimenti alla Roma che c'ha fatto sognare un'altro 5 Maggio ed infine, ma non per graduatoria, GRAZIE SIGNORA!!!!!!Siamo Tornati a casa nostra, in Europa, e ci siamo tornati con Cuore, Grinta e la convinzione che NOI siamo e saremo per sempre i Veri ed Unici Campioni d'italia, IL CAMPO PARLA, non la CARTA!!
GRAZIE a TUTTI i ragazzi che hanno messo il cuore in tutte le partite. GRAZIE anche a chi se ne andrà in un'altra squadra. GRAZIE A TUTTI VOI!!!
E' stata una stagione pazzesca, intensa, emozionante, in cui fino all'ultimo non si sapeva il risultato, c'hai fatto soffrire fino all'ultimo per poi farci esplodere nei minuti finali con un GOLLLLLLL!! urlato a squarcia gol in una terrazza, in casa, allo stadio.
170 milioni di tifosi sparsi nel mondo che pronunciano quella parola, che piangono per l'emozione, come il sottoscritto durante inter-juve, 170 milioni di persone unite insieme dalla stessa passione..credo che questa sia la COSA PIU' BELLA IN QUESTO MONDO..e ciò è possibile grazie a TE, SIGNORA.
QUELLO CHE C' E' IN FONDO AL CUORE NON MUORE MAI!!!
.....a presto SIGNORA!! ....

sabato 17 maggio 2008
lunedì 12 maggio 2008
JUVENTUS 1-1 CATANIA

Che dire, ragazzi: la squadra non era quella addirittura accomodante verso l'avversario vista a Siena, ma certo non ha giocato alla morte, e questo è anche normale. Si è rivisto, dopo la "pausa" senese, un Del Piero in formissima, che non ha messo a segno un'altra tripletta solo per pura sfortuna. Comunque, c'è, e alla grande: è capocannoniere con Trezeguet e Borriello.
Inutile dire che con un occhio ero a Torino e con l'altro a Milano, dove masochisticamente aspettavo, da un momento all'altro, la conferma dello scudetto perdazzurro. Questa conferma non è arrivata, e il tricolore dovranno andarselo a prendere a Parma: dal momento che sono ancora in vantaggio, rimango convinto che lo vinceranno loro, ma almeno si spaventeranno un po'.
a.
Inutile dire che con un occhio ero a Torino e con l'altro a Milano, dove masochisticamente aspettavo, da un momento all'altro, la conferma dello scudetto perdazzurro. Questa conferma non è arrivata, e il tricolore dovranno andarselo a prendere a Parma: dal momento che sono ancora in vantaggio, rimango convinto che lo vinceranno loro, ma almeno si spaventeranno un po'.
a.
lunedì 5 maggio 2008
BUON 5 MAGGIO!!!

5 maggio 2002, che data meravigliosa. Ricordo tutto come fosse ieri.
Alla vigilia dell'ultima di campionato, l'Inter comanda la classifica con 69 punti; seguono la Juventus a 68 e la Roma a 67. I nerazzurri, già convinti di avere il tricolore cucito alle maglie, si recano a Roma per giocare contro la Lazio: come avrà a dire un radiocronista, "l'Olimpico è nerazzurro", visto il gemellaggio tra le due tifoserie. I bianconeri scendono in campo al Friuli di Udine; i giallorossi, infine, sono ospitati al Delle Alpi dal Torino. Dopo 11 minuti, la Juventus ha già sistemato la pratica-Udinese, grazie ai gol di Del Piero e Trezeguet: le gambe restano in campo, ma la testa, adesso, è alla radiolina che trasmette il risultato di Roma. All'Olimpico all'Inter non bastano i gol di Vieri e Di Biagio per annullare la doppietta di Poborsky, e si va al riposo sul 2-2. All'intervallo, quindi, la classifica dice: Juventus 71, Inter 70, Roma 68.
Si torna in campo per la ripresa, e, mentre ad Udine la Juventus controlla senza scosse, a Roma succede l'imprevedibile: l'Inter scompare letteralmente dal terreno di gioco, e la Lazio segna altri due gol con Simone Inzaghi e Simeone: è 4 a 2. Contemporaneamente, al Delle Alpi Cassano sigla l'1-0 col quale la Roma vincerà la partita. Alla fine dei 90°, la classifica parla chiaro:
JUVENTUS 71
Roma 70
Inter 69
La Juventus è Campione d'Italia per la ventiseiesima volta.
Buon 5 maggio, interisti! Questo è per farvi capire chi siete e da dove venite!
E 5 maggio 2002 ora le date per cantare sono due
si è risvegliato l'azzurro nero che allo scudetto ci credeva per davvero.
Partiti in treno bandiere in mano fan finalmente una trasferta oltre Milano
nella sua curva è tutto a posto perché ha scordato il nostro coro Luglio e Agosto.
Ronaldo piange diventa pazzo perché con l'inter non si vince mai un cazzo
Ronaldo piange diventa pazzo perché con l'inter non si vince mai un cazzo
e arriva il fischio di Paparesta ma è in Curva Sud che si scatena la gran festa.
Perciò ricorda tifoso pirla di fare l'ultrà è proprio l'ora di finirla
Perciò ricorda tifoso pirla di fare l'ultrà è proprio l'ora di finirla
è da una vita che lo cantiamo la vostra squadra è la rovina di Milano.
14 anni di umiliazione e Luglio e Agosto rimarrà il tuo tormentone
adesso piangi interista maledetto perché hai nel culo e non sul petto lo scudetto!
a.
SIENA 1-0 JUVENTUS

Che delusione, ragazzi. Perchè se è vero che questa partita per la Signora contava poco o nulla, è vero anche che, viste le prestazioni dalle quali la squadra veniva (quattro vittorie di fila), noi tifosi ci aspettavamo decisamente di più. L'unico giocatore della Juventus ad elevarsi al di sopra della mediocrità (se non - in certi casi - dell'insufficienza piena) è Mauro German Camoranesi: confermando uno stato di forma strepitoso, l'oriundo ha dato sfoggio di tutto il suo repertorio, ribadendo con prepotenza di essere unico al mondo per caratteristiche tattiche. I flop di giornata li troviamo (al solito, oramai..) in difesa: tralasciando un Molinaro imbarazzante, la coppia centrale Chiellini-Legrottaglie non ha mostrato l'attenzione che aveva caratterizzato quasi tutto il suo campionato.
Ben più importante, comunque, il fatto che l'Inter non abbia conquistato lo scudetto nel derby: sarebbe stato uno spettacolo francamente stucchevole il vederli festeggiare doppiamente.
Chiudo con una provocazione: a conferma del fatto che la Juve dà fastidio solo quando vince, la ben strana sconfitta di Siena (la Juventus, come detto, era la squadra più in forma del campionato, contro una piccola) non ha provocato le stesse polemiche che seguivano, negli anni passati, ogni vittoria bianconera contro i toscani. Mi spiego: è noto come il Siena sia da alcuni anni società "affiliata" alla Juventus, nel senso che le due squadre hanno un accordo per il quale la società di corso Galileo Ferraris manda i suoi giovani migliori a "farsi le ossa" a Siena. Negli anni scorsi è bastato questo, a qualche buffone di corte, per mettere in dubbio le vittorie sonanti che la Juventus, all'epoca la migliore squadra d'Europa, otteneva con logica facilità quando giocava contro la città del Palio. In effetti Buffon, Cannavaro, Thuram, Zambrotta, Nedved, Emerson, Vieira, Camoranesi, Del Piero, Trezeguet, Ibrahimovic...erano veramente bruscolini al confronto di campioni come D'Aversa e Portanova; era veramente strano che ne potessero avere la meglio. Ora che, invece, è successo veramente qualcosa di potenzialmente sospetto, e cioè che una piccola squadra in lotta per la salvezza abbia sconfitto una grande squadra (la quale dopo aver segnato 15 gol nelle precedenti quattro partite, inspiegabilmente si blocca) che non ha più nulla da chiedere al campionato, tutto tace. Purchè la Signora perda, si passa sopra a tutto.
andrea
Ben più importante, comunque, il fatto che l'Inter non abbia conquistato lo scudetto nel derby: sarebbe stato uno spettacolo francamente stucchevole il vederli festeggiare doppiamente.
Chiudo con una provocazione: a conferma del fatto che la Juve dà fastidio solo quando vince, la ben strana sconfitta di Siena (la Juventus, come detto, era la squadra più in forma del campionato, contro una piccola) non ha provocato le stesse polemiche che seguivano, negli anni passati, ogni vittoria bianconera contro i toscani. Mi spiego: è noto come il Siena sia da alcuni anni società "affiliata" alla Juventus, nel senso che le due squadre hanno un accordo per il quale la società di corso Galileo Ferraris manda i suoi giovani migliori a "farsi le ossa" a Siena. Negli anni scorsi è bastato questo, a qualche buffone di corte, per mettere in dubbio le vittorie sonanti che la Juventus, all'epoca la migliore squadra d'Europa, otteneva con logica facilità quando giocava contro la città del Palio. In effetti Buffon, Cannavaro, Thuram, Zambrotta, Nedved, Emerson, Vieira, Camoranesi, Del Piero, Trezeguet, Ibrahimovic...erano veramente bruscolini al confronto di campioni come D'Aversa e Portanova; era veramente strano che ne potessero avere la meglio. Ora che, invece, è successo veramente qualcosa di potenzialmente sospetto, e cioè che una piccola squadra in lotta per la salvezza abbia sconfitto una grande squadra (la quale dopo aver segnato 15 gol nelle precedenti quattro partite, inspiegabilmente si blocca) che non ha più nulla da chiedere al campionato, tutto tace. Purchè la Signora perda, si passa sopra a tutto.
andrea
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