
(da www.ju29ro.com)
BERGAMO, PAIRETTO E LA GESTIONE DELLE ALTRE SQUADRE
Fonte: "Il libro nero del calcio", vol. 1
pagina 145
C’è, tra le varie intercettazioni esposte al pubblico giudizio, un discorso interessante di Paolo Bergamo (designatore arbitrale) con Innocenzo Mazzini (vicepresidente FIGC), stranamente caduto nel vuoto, sia da parte degli organi di stampa, sia da parte degli organi inquirenti e giudicanti.
“...e l’altr’anno ho cercato di gestì la ROMA, ho gestito il MILAN... ho gestito l’INTER… loro perdevano non c’avevano squadra e hanno perso. Oh Innocenzo ma ora sennò veramente io gioco mica a centravanti! Io devo designà gli arbitri” poi ancora “...te lo sai, poi, Gigi (NdA: Pairetto) risponde alla Sampdoria, al Milan, all’Inter, al Verona, al Vicenza, al Palermo a tutti quelli dove ci sono grandi magazzini, lui ha bisogno di lavorare…”.
Ovviamente una frase del genere se riferita alla Juventus sarebbe stata considerata una prova schiacciante, ma visto che si trattava di altre squadre non si è neanche pensato di indagare.
LA TELEFONATA DELLE GRIGLIE
Continuando nella disamina delle intercettazioni con il supporto del documento ufficiale “Il libro nero del calcio”, vol. 1, vorremmo a mettere in risalto alcuni aspetti che hanno fatto molto rumore mediatico e sui quali è stato basato il bombardamento a senso unico nei confronti della Juventus: Cominciamo da pagina 143: la famosa telefonata in cui si discute delle griglie e vorremmo sottolineare che è l’unica. E’ un particolare molto importante: non ce ne sono prima e non ce ne saranno dopo, pur se il bailamme mediatico questa veniva presentata come una consuetudine.
Possiamo essere tutti d’accordo sul fatto che non sia il massimo dell’etica sportiva parlare con il designatore arbitrale e discutere di griglie (“discutere” e non “imporre” come la canea mediatica ha voluto far credere).
Ma vogliamo sottolineare alcune osservazioni:
- la griglia non determina chi arbitra una determinata partita perché la designazione vera e propria avviene tramite sorteggio (che è bene chiarirlo non era truccato - pagina 83 sentenza di primo grado confermata dal secondo grado - anche se molti “giornalisti” continuano a dibattere su questo tema)
- per stessa ammissione di Bergamo erano soprattutto altri i dirigenti che avevano quest’abitudine (Bergamo in trasmissione MATRIX in data attorno a Giugno-Luglio 2006, interviste a Bergamo su QN a Gennaio 2007).
- non si può configurare illecito sportivo ex art. 6 CGS, perché non si può influire sullo svolgimento della partita (tanto è vero che Moggi sarà condannato per quest’infrazione sulla base dell’art.1, quello sulla slealtà) e la stessa accusa chiederà la semplice violazione dell’art.1.
A queste osservazioni per quanto banale possa sembrare va dato il giusto peso che è enorme perché tutta la campagna mediatica si è basata considerando questa telefonata come se fosse alla base di un illecito sportivo, il che ovviamente non corrisponde assolutamente alla realtà!
Oltretutto tra dicembre 2006 e gennaio 2007 Moggi ha dimostrato, in diversi interventi televisivi, come sia possibile attraverso nozioni rudimentali di statistica arrivare a predire la griglia arbitrale.
Molte delle telefonate presentate come reato sono in realta’ telefonate incomprensibili a volte, e prive di significato altre.
La maggior parte sono telefonate di “giochi di potere” del tipo “chiama il tizio x e convincilo a votare il tipo y alla Lega”, oppure: “per convincere il tipo z, dobbiamo fare in modo che…, etc. etc, etc”.
Va anche notato che molte telefonate (forse per fare “corpo”) sono riportate per intero anche cinque o sei volte.
Ce ne sono poi anche alcune che, forse per evidenziare il presunto “potere” in mano a Luciano Moggi, sfiorano il ridicolo, tipo quella a pagina 11 (sempre del “Libro nero del calcio vol.1”) in cui per dimostrare il potere di Moggi sul settore arbitrale si passa a considerare un episodio di una partita del settore giovanile in cui un arbitro concede all’89’ un rigore agli avversari precludendo quindi la vittoria alla squadra bianconera che stava vincendo 1 – 0, e sul quale episodio Moggi commenta con l’interlocutore telefonico:
“….ma ora a questo lo metto a posto io, non ti preoccupare……”.
I solerti CC si dimenticano però un piccolo particolare: omettono di dirci cosa sia successo all’arbitro.
L’obiezione è lecita perché sappiamo benissimo che esito avevano queste minacce: sia nel caso di Paparesta (che nonostante gli errori madornali di Reggina-Juventus non subirà alcun tipo di squalifica o penalizzazione), sia per Copelli che secondo i fantasiosi CC Moggi avrebbe voluto distruggere, e invece si ritroverà ad arbitrare addirittura i Mondiali in Germania due anni dopo.
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