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lunedì 28 gennaio 2008

TERRORISMI...


Ieri l'Inter ha pareggiato 0-0 con l'Udinese, vedendosi annullare un gol probabilmente regolare di Ibrahimovic. Come non mi ero scandalizzato per i favori ricevuti conro Siena e Parma, adesso non nego il torto subito ad Udine. Come ho già detto, l'Inter non vincerà il campionato per quei regali, nè lo perderà per il torto di ieri: vi saranno altri errori, di qui a maggio, a favore e contro. Ciò non modificherà i valori in campo. Mi piacerebbe soltanto che quella combriccola di gentiluomini che adesso gridano al "terrorismo mediatico" si ricordassero cosa succedeva non più tardi di due anni fa per un rigore dubbio a favore della Juventus, e soprattutto cosa non succedeva quando il rigore dubbio era contro. Ora ne pagano lo scotto. Lo stanno imparando adesso.
Chi vince, sta antipatico.
andrea

LIVORNO 1-3 JUVENTUS


“Momo” Sissoko l’ha guardata a Torino, la partita dei futuri compagni, durante il suo blitz italiano dal Ghana, dove è impegnato nella Coppa d’Africa, per le visite mediche di rito. Il maliano ha visto una Juve inizialmente spenta, che però si è svegliata già a metà del primo tempo per poi segnare il gol del vantaggio al 30° con l’infallibile Trezeguet. Nel secondo tempo, contropiede rapido e letale di un Del Piero che fisicamente sta da dio, e gran finale con un altro gol del francese, il più bello dell’annata juventina, dopo la superba combinazione Palladino-Del Piero-Trezeguet. E fin qui, per carità, tutto a posto. Non è però soddisfatto Ranieri – e come dargli torto – della gestione da parte della Juventus degli ultimi 20 minuti di gara: un gol preso, qualche rischio di troppo, e, in generale, un atteggiamento da squadra non ancora esperta, come è evidente dalla gran quantità di passaggi errati e dalle diverse ammonizioni inutili. Su questo, la Juventus dovrà lavorare sodo anche quest’estate, se davvero vuole iniziare a colmare il gap da Inter e Milan (ma siamo sicuri che questa dirigenza lo voglia, e soprattutto ne sia capace?).
Questa considerazione introduce automaticamente il capitolo mercato: l’arrivo di Sissoko è ormai certo, ma l’africano, visto che la Coppa d’Africa è in corso, sarà pronto solo per la seconda metà di febbraio. Purtroppo (e mai ho sperato tanto di sbagliarmi) non è proprio l’uomo che occorreva adesso alla Juventus. Mi spiego: non è scarso, affatto; semplicemente, è un altro tipo di giocatore, che non risponde esattamente alle esigenze immediate della squadra. Dato che, a quanto pare, in corso Galileo Ferraris non è stagione di vacche grasse, la società dovrebbe necessariamente intervenire con innesti molto oculati, senza sprecare nemmeno un euro: non siamo a Stamford Bridge, dove è permesso acquistare Veron, Crespo e Mutu per poi darli via gratis se non soddisfano. In quest’ottica, Sissoko non è il costruttore di gioco che serviva, visto che soddisfa appieno il requisito della grande forza fisica ma, in quanto ad abilità in regia, non vale certo più dello stesso Zanetti (rispetto al quale ha però il pregio di avere nove anni in meno). Speriamo bene. Sarebbe un peccato lasciarsi sfuggire la Champions solo per valutazioni errate.
andrea

venerdì 25 gennaio 2008

L'ENNESIMA FIGURACCIA


Il direttore amministrativo del Lione, Faccioli, denota nella dirigenza Juve, nel caso dell'affare Boumsong, un comportamento "molto criticabile". Venendo a conoscenza degli avvenimenti, non posso che unirmi a lui: i nostri dirigenti, dopo aver dato ampie rassicurazioni ai francesi sul fatto che, subito dopo l'Inter-Juventus dell'altra sera, il difensore sarebbe volato a Lione per giocare la sua prima partita già domenica contro il St.Etienne, si sono rimangiati la parola, chiedendo che Boumsong potesse restare fino al ritorno contro i nerazzurri, in programma mercoledì 30. Il problema è, che oltre a vedergli saltare il match di campionato, la società lionese incontrerebbe difficoltà amministrative nell' iscrivere il neoacquisto alla Champions, dal momento che l'Uefa pretende la documentazione entro le ore 12 dell'1 febbraio. Forse che Secco & Co. siano in attesa di chissà quale deus ex machina che provveda a togliere loro le castagne dal fuoco? Perchè non è stato acquistato a gennaio un centrale, se serviva così urgentemente? Non deploro a prescindere il frettoloso prestito di Criscito al Genoa, ma se c'era questa penuria di difensori forse non era il caso di tenerlo fino a giugno?
E' vero, dall'inizio del campionato non siamo stati certo fortunati, tra infortuni e acciacchi vari; ma alla fortuna, spesso, è possibile tendere una mano.
andrea

INTER 2-2 JUVENTUS


Un'altra partita dal volto duplice, che ripete lo schema già visto contro la Samp: primo tempo ordinato, secondo tempo incasinato. La Juventus esce indenne e con un discreto 2-2 dalla fortezza S.Siro, ma come al solito deve questo risultato alla sua vocazione guerriera più che ad una performance convincente al 100%. D'altro canto, dovevamo aspettarci una reazione orgogliosa, se è vero che quest'anno, contro le grandi, la Juventus ha sfoggiato le sue migliori prove, ed è sempre uscita indenne dal campo.
L'Inter si presenta con una formazione bis, che però, data la qualità delle riserve a disposizione di Mancini, potrebbe ben figurare in qualsiasi campionato. I bianconeri, invece, scendono in campo con un undici piuttosto vicino a quello titolare, con le eccezioni di Buffon dolorante, Nedved ammalato e Chiellini infortunato (non si considerano nemmeno i lungodegenti Camoranesi, Andrade e Zebina). La differenza è che alla Juve le assenze pesano, eccome: in particolare, ogni gol dell'avversario all'inquietante Belardi ci ricorda quanto sia bello avere solitamente il miglior portiere del mondo a difendere i nostri pali. Ma i problemi non sono emersi soltanto in porta: per dare un idea di quale sia ancora il divario che ci separa dall'eccellenza, la Juventus non è riuscita a sfruttare una superiorità numerica durata 83 minuti (espulso Burdisso al '7 per intervento da tergo su Del Piero), cosa che in un calcio fisico come quello odierno appare vieppiù sconcertante. Inoltre è apparsa evidente, ancora una volta, la cronica incapacità di verticalizzare. Non tragga in inganno il dato dei ben 36 gol realizzati in campionato (terzo miglior attacco), che risente sensibilmente del fatto che molti di questi sono "inutili", segnati cioè in un momento in cui non servivano, magari in una goleada, mentre invece sono mancati quando sarebbero stati fondamentali: guardando una partita della Juventus, si percepisce facilmente la difficoltà - a tratti estrema - con la quale la squadra cerca di avvicinarsi alla porta avversaria: il motivo è, ancora una volta, la mancanza di imprevedibilità e velocità a centrocampo.
Non è mancato, invece, quel grandissimo, smisurato, immenso cuore che da sempre contraddistingue la Signora Bianconera: potranno retrocederla, defraudarla, vituperarla, infangarla, odiarla, ma non potranno mai toglierci Iaquinta che lotta su ogni pallone, Zanetti che ci prova da ovunque, Del Piero, il vecchio leone, che dà il via alla rimonta. Questo, l'Inter non lo avrà mai.
andrea

giovedì 24 gennaio 2008


..e sono già passati 5 dalla tua scomparsa..

..manchi a tutti noi, caro avvocato..

..noi nn dimenticheremo mai..

..grazie per tutto quello che hai fatto..

..tu c'hai insegnato moltissimo..

..eri un uomo brillante..

..un grande uomo..

..unico..

..affarista..

..ottimo osservatore..

..ottimo dirigente..

..eri la Juve..


..ancora grazie AVVOCATO..

lunedì 21 gennaio 2008

JUVENTUS 0-0 SAMPDORIA


A chi si aspetta piagnistei, a chi desidera recriminazioni. A chi non vedeva l'ora di poter dire "adesso tocca a voi", a chi parla di sudditanza psicologica al contrario. A chi ha fatto del pianto postpartita uno stile di vita. A tutte queste - tante - persone, io dico no. No, a Torino non si perde per colpa dell'arbitro. Il gol fantasma, se gol è stato, è difficile da interpretare persino alla moviola, figurarsi a velocità reale. Sul fallo a Marchionni in area, Saccani era coperto, e nel dubbio ha assolto. Per l'intervento su Trezeguet, poteva starci come no il danno procurato: l'arbitro non ha ritenuto vi fossero gli estremi per il rigore. Che quello di oggi, dall'inizio del campionato bianconero, sia solo l'ultimo di una serie di arbitraggi sfortunati, è un fatto. Ma non è (solo) questo il problema. Il problema risiede innanzitutto nella squadra. Perchè, capite, quando la squadra non gira, i problemi non vanno cercati (solo) nell'arbitraggio, nell'ammonizione di troppo, nella dietrologia, nella sfortuna o negli infortuni; certo, qualcuno lo ha fatto per tre lustri, direte voi, e alla fine ha perfino ottenuto ciò che voleva. Ma non mi sembra il giusto modo di affrontare il problema. Vedete, io, oggi, mi so rendere conto, come qualunque persona che segua il calcio con un briciolo di onestà, di quali sono i valori in campo. Il campo non mente. E ci dice che se esiste una corazzata, una direzione di gara compiacente non sarà all'origine delle sue vittorie, così come un arbitraggio avverso non ne determinerà le sconfitte. Che adesso sia l'Inter, la più forte, lo riconosciamo tutti: non è prima in classifica per il ladrocinio di sette giorni fa a Siena, nè per quello di ieri sera contro il Parma, così come la Juventus non è terza e distaccata solo per i furti perpetrati da Udinese, Napoli, Parma e Sampdoria. Non credo di peccare di arroganza sostenendo che a molti manca invece la stessa sincerità, quando ancora ci parlano di cupola, di sistema, di condizionamenti e di intercettazioni, senza badare assolutamente al fatto che la Juve di un paio d'anni fa era una schiacciasassi tale e quale all'Inter odierna, forse anche un pò di più, e le partite, comprese quelle contro i nerazzurri, le vinceva per manifesta superiorità.
Chiarito come la penso riguardo al "trattamento di favore" senza dubbio poco galante col quale una Signora è stata accolta al ritorno nel salotto di casa, ho intenzione di parlare dei veri problemi che al momento la affliggono, ed i soli che la dirigenza possa almeno tentare di risolvere. E non illudiamoci: non è roba che si possa sistemare con un acquisto al mercato di gennaio.
1) sono ben conscio di risultare pedante, ma manca un costruttore di gioco, che abbia fantasia, fisico e geometrie: aspettando Tiago e Almiròn, oggi Salihamidzic, un esterno puro, schierato centrocampista centrale ha fatto meglio di loro due messi insieme. Questo tanto per fare capire come stanno messi, là in mezzo.
2) sarebbe auspicabile l'acquisto di almeno un centrale difensivo di livello internazionale, del quale potersi fidare in modo incondizionato; non che Chiellini e Legrottaglie abbiano fin qui deluso, ma sapete com'è, dietro a loro la Juve non ha nessuno.
3) se lo Zebina del 2005/06 non si ritrova, sarebbe bello avere un esterno di difesa che sappia spingere, e che giochi come Dio comanda la maggior parte delle partite, non una su cinque.
4) è da ricostruire - o quasi - l'intero parco riserve: sostituti che non siano solo dei numeri, ma dei giocatori veri. In particolare appaiono indispensabili: un vice-Nedved (se l'anno prossimo continua, cosa che mi auguro di cuore, non potrà certo giocare agli ottimi livelli odierni tutte le partite: il contachilometri purtroppo corre anche per lui); un vice-Zanetti (come sopra vale il discorso dell'età, con Nocerino che si sta involvendo); un vice-Trezeguet (le sue caratteristiche tattico/fisiche non le ha nessuno in rosa, oltre a lui).
5) se poi arrivasse l'opportunità di piazzare un colpo vantaggioso, come un fantasista che può giocare in vari ruoli e garantisce qualità e gol (ogni riferimento a Rafael Van der Vaart è puramente casuale), allora un posto nell'undici titolare lo troverebbe di sicuro.
Come è facile osservare, gli interventi da attuare sono molti, e non sarà cosa semplice, soprattutto con una dirigenza apparsa sinora - nella più benevola delle accezioni - mediocre.
andrea

p.s.: una considerazione squisitamente tattica su Juve-Samp: era proprio necessario togliere Del Piero, l'unico che era stato in grado di garantire un minimo di gioco, dopo 45 minuti? Non è un caso che la Juve aggressiva e ordinata del primo tempo abbia fatto posto a quella arruffona e spuntata del secondo.

..L'inizio di una Probabile contestazione...



inizio a spiegare i perchè di questa probabile contestazione:
1-Questa dirigenza fin dai primordi di "morattopoli" si è rimessa alla decisione del giudice, non lottando minimamente ma pattengiando per il nostro scudo
2-La campagna acquisti estiva ha fatto fiasco, l'unico acquisto utile e forte è stato iaquinta, tra l'altro l'accordo era già concluso ai tempi di moggi
3-Non si muove di fronte alle Ingiustizie subite dalla juve nella prima parte di campiontato (per i deboli di memoria ricordiamo: juve cagliari, juve parma, juve inter, juve napoli, juve catania)
4-Campagna acquisti di Riparazione nn promette nulla di buono, anzi..
5-Di fronte all'ennesimo scandalo arbitrale JUVE-SAMPDORIA 2 rigori netti nn assegnati 1 gol regolare nn assegnato, i Cartellini per simulazione nel secondo tempo non ne ho visti, sebbene i blucerchiati di merda fossero ogni 5 minuti in terra urlando come una donna in procinto di partorire, di fronte a ciò la Dirigenza non si muove!!!!!!!!!
Ma la cosa peggiore è che non si "accorge" o fa "finta" di non accorgersene che gli arbitri sbagliano solo a sfavore della juve, mentre a vantaggio delle altre "grandi", vedi rigore regalato all'inter, gol in fuorigioco di gilardino, 2 rigori regalati alla fiorentina....tutti questi vengono solo a nostro danno!!!!!

DIRIGENZA TIRA FUORI LE PALLE!!!!
SIAMO LA JUVENTUS, NON UNA PROVINCIALE!!!
LOTTA!!!
COMBATTI!!!!
IL CALCIO SIAMO NOI!!!
I CAMPIONI DI ITALIA SIAMO SEMPRE NOI!!!






domenica 20 gennaio 2008

Prepartita JUVE-SAMP..


...sono le 8.00 e si parte alla volta dell'olimpico, che dire: l'emozione è tanta sebbene nn sia la prima volta, perchè vederla dal vivo fa un'altro effetto..purtroppo non concordo con il post c.d. spengo la tv..perchè la JUVE SIAMO NOIII...la juve la si segue sempre, sia che vinca che se perda. dobbiamo stare vicini alla squadra noi tifosi, perchè senza di noi i nostri eroi, sono dei semplici guerrieri.
Teniamo presente che siamo "neopromossi" quindi accontentiamoci, non pretendiamo..abbiamo dei giocatori mediocri che stanno emergendo e, come ha detto il nostro capitano, non colpevolizziamo nessuno.
E' vero che contro l'empoli si è fatto una "figuraccia" ma se nn c'erano i tifosi a sostenerli si sarebbe raggiunto il risultato?? ..sinceramente credo di no..

quindi STIAMO VICINI ALLA SQUADRA, sempre LA JUVE LA SI PUO' SOLO AMARE, E MAI LASCIARE

FORZA RAGAZZI...si scende per VINCERE!!!!!
stets

mercoledì 16 gennaio 2008

JUVENTUS 5-3 EMPOLI


Alla fine ce l'hanno fatta. Questo non fa che confermare il fatto che spesso faccio bene a spegnere il televisore: quando ciò accade, molte volte la partita alla fine mi dà ragione.
Per il poco che ho visto, a dire la verità, posso fare ben poche annotazioni, le quali credo però corrispondano alla realtà: innanzitutto - e l'ho già detto - forse sarebbe meglio cautelarsi con un secondo portiere di discreto livello, non sia mai (corna e controcorna) dovesse mancare per qualche motivo Gigi; ma comunque non ci lamentiamo, sono molte le squadre che in porta stanno messe peggio. I problemi veri, manco a dirlo, sono i soliti: il centrocampo (nella fattispecie il sempre più inquietante Tiago) e la mancanza di riserve all'altezza soprattutto in difesa, riserve che il prossimo anno, soprattutto se giocheremo nell'Europa che conta, saranno una inderogabile e assoluta necessità. L'estrema debolezza dimostrata dal reparto arretrato soprattutto sulle fasce parla chiaro: con tutto il rispetto, non si prendono tre gol dall'Empoli. La tattica di mercato più adeguata, per quanto riguarda i rinforzi, sembrerebbe a questo punto essere quella delle spese ingenti per i veri e propri colpi, con acquisto di parametri zero di qualità a rinfoltire il parco riserve. In quest'ottica, non è un buon segnale che Tim Borowski, centrocampista del Werder Brema e nazionale tedesco, che era stato più volte avvicinato alla Juventus e che ci avrebbe fatto molto comodo, abbia preso la strada di Monaco di Baviera.
Infine, un saluto al Chiello: gli auguro di riprendersi il più presto possibile dalla distorsione, perchè senza di lui per un mese potremmo anche andare in difficoltà.
andrea

martedì 15 gennaio 2008

HO SPENTO LA TV...


Stavo guardando Juventus - Empoli di coppa Italia, ma da alcuni minuti ho spento la tv. Non ha senso restare a guardare uno spettacolo del genere. Perchè è ancora forte il ricordo del tempo in cui la Juventus poteva disporre almeno di un primo portiere di livello assoluto e di un secondo di ottima caratura; quel periodo, però, purtroppo è lontano. Adesso, dietro al miglior portiere del mondo abbiamo Belardi, uno che ha faticato a scendere in campo a Napoli in c1 e non ci è proprio riuscito a Modena in B. Stasera abbiamo capito perchè.
andrea

FARSOPOLI - CAP III



(da www.ju29ro.com)

BERGAMO, PAIRETTO E LA GESTIONE DELLE ALTRE SQUADRE
Fonte: "Il libro nero del calcio", vol. 1
pagina 145
C’è, tra le varie intercettazioni esposte al pubblico giudizio, un discorso interessante di Paolo Bergamo (designatore arbitrale) con Innocenzo Mazzini (vicepresidente FIGC), stranamente caduto nel vuoto, sia da parte degli organi di stampa, sia da parte degli organi inquirenti e giudicanti.
“...e l’altr’anno ho cercato di gestì la ROMA, ho gestito il MILAN... ho gestito l’INTER… loro perdevano non c’avevano squadra e hanno perso. Oh Innocenzo ma ora sennò veramente io gioco mica a centravanti! Io devo designà gli arbitri” poi ancora “...te lo sai, poi, Gigi (NdA: Pairetto) risponde alla Sampdoria, al Milan, all’Inter, al Verona, al Vicenza, al Palermo a tutti quelli dove ci sono grandi magazzini, lui ha bisogno di lavorare…”.
Ovviamente una frase del genere se riferita alla Juventus sarebbe stata considerata una prova schiacciante, ma visto che si trattava di altre squadre non si è neanche pensato di indagare.

LA TELEFONATA DELLE GRIGLIE
Continuando nella disamina delle intercettazioni con il supporto del documento ufficiale “Il libro nero del calcio”, vol. 1, vorremmo a mettere in risalto alcuni aspetti che hanno fatto molto rumore mediatico e sui quali è stato basato il bombardamento a senso unico nei confronti della Juventus: Cominciamo da pagina 143: la famosa telefonata in cui si discute delle griglie e vorremmo sottolineare che è l’unica. E’ un particolare molto importante: non ce ne sono prima e non ce ne saranno dopo, pur se il bailamme mediatico questa veniva presentata come una consuetudine.
Possiamo essere tutti d’accordo sul fatto che non sia il massimo dell’etica sportiva parlare con il designatore arbitrale e discutere di griglie (“discutere” e non “imporre” come la canea mediatica ha voluto far credere).
Ma vogliamo sottolineare alcune osservazioni:
- la griglia non determina chi arbitra una determinata partita perché la designazione vera e propria avviene tramite sorteggio (che è bene chiarirlo non era truccato - pagina 83 sentenza di primo grado confermata dal secondo grado - anche se molti “giornalisti” continuano a dibattere su questo tema)
- per stessa ammissione di Bergamo erano soprattutto altri i dirigenti che avevano quest’abitudine (Bergamo in trasmissione MATRIX in data attorno a Giugno-Luglio 2006, interviste a Bergamo su QN a Gennaio 2007).
- non si può configurare illecito sportivo ex art. 6 CGS, perché non si può influire sullo svolgimento della partita (tanto è vero che Moggi sarà condannato per quest’infrazione sulla base dell’art.1, quello sulla slealtà) e la stessa accusa chiederà la semplice violazione dell’art.1.
A queste osservazioni per quanto banale possa sembrare va dato il giusto peso che è enorme perché tutta la campagna mediatica si è basata considerando questa telefonata come se fosse alla base di un illecito sportivo, il che ovviamente non corrisponde assolutamente alla realtà!
Oltretutto tra dicembre 2006 e gennaio 2007 Moggi ha dimostrato, in diversi interventi televisivi, come sia possibile attraverso nozioni rudimentali di statistica arrivare a predire la griglia arbitrale.
Molte delle telefonate presentate come reato sono in realta’ telefonate incomprensibili a volte, e prive di significato altre.
La maggior parte sono telefonate di “giochi di potere” del tipo “chiama il tizio x e convincilo a votare il tipo y alla Lega”, oppure: “per convincere il tipo z, dobbiamo fare in modo che…, etc. etc, etc”.
Va anche notato che molte telefonate (forse per fare “corpo”) sono riportate per intero anche cinque o sei volte.
Ce ne sono poi anche alcune che, forse per evidenziare il presunto “potere” in mano a Luciano Moggi, sfiorano il ridicolo, tipo quella a pagina 11 (sempre del “Libro nero del calcio vol.1”) in cui per dimostrare il potere di Moggi sul settore arbitrale si passa a considerare un episodio di una partita del settore giovanile in cui un arbitro concede all’89’ un rigore agli avversari precludendo quindi la vittoria alla squadra bianconera che stava vincendo 1 – 0, e sul quale episodio Moggi commenta con l’interlocutore telefonico:
“….ma ora a questo lo metto a posto io, non ti preoccupare……”.
I solerti CC si dimenticano però un piccolo particolare: omettono di dirci cosa sia successo all’arbitro.
L’obiezione è lecita perché sappiamo benissimo che esito avevano queste minacce: sia nel caso di Paparesta (che nonostante gli errori madornali di Reggina-Juventus non subirà alcun tipo di squalifica o penalizzazione), sia per Copelli che secondo i fantasiosi CC Moggi avrebbe voluto distruggere, e invece si ritroverà ad arbitrare addirittura i Mondiali in Germania due anni dopo.

lunedì 14 gennaio 2008

CATANIA 1-1 JUVENTUS


Si ferma al Massimino di Catania la striscia vincente della Juventus. Costretti a rincorrere per quasi tutta la partita, Del Piero e compagni hanno agguantato il pari solo a 90°inoltrato, con un rigore trasformato proprio dal Capitano.
La prestazione, a mio modo di vedere, non rappresenta un passo indietro per quanto riguarda il gioco: quello, non c'è mai stato. Semmai, è il risultato che non ha soddisfatto appieno, come era invece accaduto nelle ultime tre giornate prima della sosta. E, in ossequio al motto secondo il quale solo quando si perde una cosa se ne capisce davvero l'importanza, sabato sera si è notato fin troppo bene quanto David Trezeguet sia fondamentale per questa squadra: quando il bomber incappa in una giornata no (il francese a Catania assolutamente assente dal primo all'ultimo minuto), è molto difficile buttarla dentro con un gioco che - per usare un eufemismo - latita. Se uniamo a ciò il fatto che la squadra siciliana poteva disporre di una delle difese meno battute del campionato, capiamo bene come il misero golletto sia arrivato soltanto quando i giocatori pensavano già alla doccia. Si è già detto di quanto la campagna acquisti estiva sia stata fallimentare, e di come a reggere la squadra sulle spalle siano sempre i vecchi leoni, e perciò non stupisce che anche ieri sera sia stato Del Piero a siglare il gol che ci ha tenuto a galla nella pioggia catanese; alla luce di ciò, quello che ha fatto fino ad ora la Juventus in campionato assume sempre più i connotati dell'impresa: è il gruppo della serie B ad essere al terzo posto della massima serie. Questo deve - e non può che essere - da sprone per la dirigenza, che, a giugno, dovrà riscattare i tanti e gravi errori dell'estate 2007. Uno su tutti, Tiago: a Catania abbiamo avuto la conferma che il portoghese è tutt'altro che un fenomeno, e che, oltre a ciò, non mette sul campo un briciolo di grinta: se Ranieri, schierandolo titolare, voleva farne alzare il prezzo in vista della cessione al Tottenham, beh, i dirigenti ne saranno rimasti molto delusi. Almiròn è scomparso, schiacciato dalla sua stessa involuzione. Nocerino, un altro grande involuto, quantomeno non ha ancora una regolarità da Juventus. Lo stesso Ranieri dovrebbe forse cominciare a chiedersi perchè la Juve raddrizza molte partite nel finale: il carisma della vecchia guardia, certo, ma anche scelte iniziali sbagliate e solo successivamente (e a volte tardivamente) corrette (in particolare non ho ancora capito il perchè del centrocampo a rombo, che vede la squadra sempre in difficoltà quando prova a usarlo, così come la scelta di Nocerino a destra). Lungi da me, a scanso di equivoci, mettere in discussione un allenatore al quale si deve dare atto di essere arrivato alla Juventus nel momento più difficile della sua storia.
Un capitolo ulteriore merita infine il comportamento dei tifosi siciliani. Visto svanire un prestigiosissimo successo al 90°, gran parte di questi ha provato ad allontanare il comprensibile senso di frustrazione accompagnando l'uscita dal campo della Juventus (peraltro impegnata a stringere la mano ai giocatori catanesi nel "terzo tempo" istituzionalizzato dalla Lega) con l'ingiustificato e ingiustificabile coro "ladri, ladri". Ora, sul quoziente intellettivo medio di qualche tifoso del Catania si potrebbe scrivere un libro a parte: non dimentichiamo chi è stato a uccidere un poliziotto nemmeno un anno fa. Devo aver peccato di buonismo, però, credendo che nemmeno il proprietario di un intelletto clamorosamente sottosviluppato potesse essere capace di dare del rapinatore a chi ha pareggiato con un rigore più che legittimo (guardare le moviole, please) un gol in fuorigioco. Se a ciò aggiungiamo che Del Piero è stato fermato davanti a Polito per un off-side inesistente, e che lo stesso portiere lo ha poi scaraventato a terra impunemente perché a gioco fermo, comprendiamo l'assurdità di quei cori.
Ah, un'ultima cosa: domenica l'Inter ha vinto 3-2 con il Siena usufruendo di un rigore inventato a suo favore e di uno non dato ai toscani. Aspettiamo che la Gazzetta dello Sport titoli "Inter, non così".
andrea

giovedì 10 gennaio 2008

FARSOPOLI - CAP II



(da www.ju29ro.com)

LE AMMONIZIONI MIRATE
Vediamo ora da dove nasce il discorso delle "ammonizioni mirate", accusa che in larga parte ha contribuito a gettare fumo e ombre sulla figura della dirigenza juventina.
A pagina 128 del "Libro nero del calcio", vol. 1, leggiamo:
“La conversazione dello scorso 5 dicembre fornisce elementi concreti sull’accordo preesistente all’interno della compagine a cui capo v’è Moggi per il raggiungimento ognuno dei propri interessi. Infatti dalla conversazione è possibile rilevare una condotta concreta che evidenzia un preventivo accordo criminoso a monte consistente nella reciproca e predeterminata disponibilità a cooperare al fine di procurare un vantaggio che comporta necessariamente un danno altrui... La conversazione si svolge tra il giornalista Tony Damascelli e Moggi.”
Ecco la telefonata:
D: Oh comunque De Santis ha fatto il delitto perfetto, eh?
M: Che ha fatto?
D: c’abbiamo i tre gio… i tre difensori del Bologna fuori squalificati tutti e tre
M: ma perché chi c’avevano loro diffidato?
D: Tutti e tre, ehm, come si chiama: Nastase, Petruzzi e Gamberini
M: UHHM
D: non male no?
M: Eh, aho meno male che te devo dì
D: no, no, meglio
Poi cambiano argomento e parlano di temi tecnici calcistici.
A noi sembra proprio che da una conversazione insignificante e nella quale Luciano Moggi casca palesemente dalle nuvole quando si accenna ai fatti di una partita cui non ha assistito, si tirano conclusioni tendenziose, ma definitive e certe, successivamente utilizzate senza dubbi nei processi sportivi.

LE RISPOSTE DELLA CORTE D’APPELLO
Corte Federale d’Appello.
Cesare Ruperto, Presidente della Corte nella prima sentenza, aveva validato la tesi del procuratore federale Stefano Palazzi, quella che la Juventus sarebbe stata da punire severamente in quanto una somma di art.1 (comportamento inopportuno e sleale) sarebbe stata risultante di un art. 6 (illecito sportivo); la difesa juventina aveva risposto nella richiesta di appello che ciò non era giuridicamente accettabile (proponendo la metafora delle tre offese verbali che non consentono di condannare per omicidio).
Piero Sandulli, Presidente della Corte Federale d’Appello, nella seconda sentenza ha replicato il concetto in questo modo (pag. 63 Sentenza di Secondo Grado):
"Logicamente, nessun diaframma è ragionevole interporre ad una doppia valutazione di rilevanza di una medesima condotta, sussumendola nei binari del generale disvalore deontologico e, in ottica diversa, concependola come ineliminabile tassello strumentale nella realizzazione dell’illecito ex art. 6, senza che ciò si traduca – a differenza di quanto sostenuto dalle difese nel corso della discussione orale in una (inammissibile) somma algebrica di singole condotte qualificate come antidoverose ex art. 1 e senza che l’operazione valutativa, di cui si dice, determini l’assorbimento di tali condotte nel paradigma dell’illecito sportivo con (insussistente) perdita della loro originaria natura e rilevanza (ed in questo senso va rettificata la motivazione di primo grado, senza effetti quoad poenam, in difetto di appello)".
La pappardella di cui sopra, in parole semplici, vuole comunicarci che una condotta che ricada nell’art. 1 può invero essere considerata un “tassello” nella strada dell’illecito che porta all’art.6.
Ma perfino uno scolaretto di prima elementare potrebbe osservare con noi che in una somma algebrica uno degli addendi può essere considerato “come ineliminabile tassello strumentale nella realizzazione” del totale, quindi di somma algebrica si parlava nella prima sentenza e di somma algebrica, nonostante il pecoreccio tentativo da dialettica da quattro soldi, si continua a parlare nella seconda.

E’ una cretineria evidente quella che scrive Sandulli, però agli atti questo viene accettato.
Da notare bene che è lo stesso Sandulli a definire la somma “INAMMISSIBILE”, nella stessa sentenza.

mercoledì 9 gennaio 2008

NUMERI


Un amico (che credo di aver già citato in un precedente post, non perchè sia l'unico ma perchè purtroppo è il solo che mette piede in questo blog) mi esprimeva la sua convinzione secondo la quale, per quanto riguarda gli scudetti vinti da Juve e Inter dal 1991, "(...) se quel famoso cellulare fosse stato messo sotto torchio qualche anno prima, magari stavate 4 a 3. O 5 a 3 per i "piangina" (che intanto si apprestano a vincere il terzo di fila)".
Tutto ciò è molto ridicolo. Quali sarebbero gli scudetti mancanti? Quello del '99, a -24 dal Milan? Quello del '01, a -24 dalla Roma? O quello del '05, a -14 dalla Juve? Per comodità ripropongo lo specchietto sui distacchi ottenuti dall'Inter dal 1991 ad oggi, nella speranza che ciò serva a schiarire le idee piuttosto confuse del mio distratto amico:

1991/92: 8a a -19 dal Milan
1992/93: 2a a -4 dal Milan
1993/94: 13a a -19 dal Milan (n.d.r.: l'Inter si salva per 1 punto)

Con i 3 punti per vittoria:

1994/95: 6a a -21 dalla Juventus
1995/96: 7a a -19 dal Milan
1996/97: 3a a -6 dalla Juventus
1997/98: 2a a -5 dalla Juventus
1998/99: 8a a -24 dal Milan (n.d.r.: l'Inter si salva per 8 punti)
1999/00: 4a a -14 dalla Lazio
2000/01: 5a a -24 dalla Roma
2001/02: 3a a -2 dalla Juventus
2002/03: 2a a -7 dalla Juventus
2003/04: 4a a -23 dal Milan
2004/05: 3a a -14 dalla Juventus
2005/06: 3a a -15 dalla Juventus

Ma forse questo non basterà a convincere lo scettico. Non sono che numeri.
Come numeri sono quelli che ci propongono quattro studiosi (Walter Distaso e Leo Leonida della London University e Dario Maimone e Pietro Navarra dell'Università di Messina), autori di una singolare statistica: non che si dovessero scomodare dei cervelloni per capirlo, ma con i nove arbitri coinvolti in Calciopoli (pardon, Moggiopoli per gli amanti della Rosea), cioè De Santis, Rodomonti, Bertini, Dondarini, Rocchi, Messina, Gabriele, Racalbuto e Tagliavento, la Juventus ha ottenuto una media di 1,89 punti a partita, di molto inferiore a quella di 2,63 fatta riscontrare da Del Piero e compagni quando sono stati diretti dagli arbitri "senza macchia". Lo stesso curioso dato si può osservare per altre due tra le società coinvolte, vale a dire Milan (2 punti contro 2,19) e Fiorentina (0,93 contro 1,22). Insomma, tra le squadre penalizzate solo la Lazio ha ottenuto un "vantaggio" (e che vantaggio!) dagli arbitri "corrotti": da una media di 0,81 punti, con questi ultimi ha toccato addirittura quota 2. Resta il fatto che qualcosa non torna: come si spiega che di tutti gli arbitri che avrebbero fraudolentemente "procurato un vantaggio in classifica alla Juventus" soltanto De Santis sia stato squalificato, oltretutto per la sola partita incriminata di tutta Calciopoli, un Lecce-Parma del 29 maggio 2005? Come si spiega che questo unico Lecce-Parma, un quasi spareggio-retrocessione, vada a costituire un'accusa di "illecito strutturato" a carico della Juventus? E come è possibile che con gli arbitri "addomesticati" la Juventus ottenesse meno punti?
Questi interrogativi non trovano risposta. In fondo, non sono che numeri.
andrea

VIENI DA NOI RAFAEL...


Lo so che se viene a Torino e non rende come ci si aspettava mi sputtano..
E' da due mesi che non faccio che parlare di Van der Vaart, ma mi piace troppo: può giocare esterno, centrale, trequartista e mezzapunta, salta l'uomo, crea superiorità numerica, fornisce assist. E come se non bastasse segna anche.
Da qualche tempo non fa altro che dare segnali alla nostra dirigenza, e ha rifiutato un contratto principesco al'Amburgo.
Prendetelo, finchè siete in tempo.
andrea

Storia della Juventus - Parte seconda


(continua dal 20/12/07)
Il secondo titolo, dopo un ventennio di alti e bassi, arriva nella stagione 1925/26, in finale contro la modesta vincitrice del girone centro-meridionale, l'Alba Roma (7-1, 0-5).
Il 1929/30 vede una fondamentale riforma del campionato di massima divisione, che per la prima volta si disputa - come ancora oggi - a girone unico. E, già dalla stagione 1930/31, la Signora inizia a far sentire la sua voce nel torneo che la consacrerà, negli anni, come la squadra più vincente d'Italia, conquistando il campionato davanti alla Roma. E' la Juventus di Combi, Rosetta, Caligaris, Munerati, Orsi, Cesarini: la Juventus del Quinquennio d'oro. Sì, perchè i bianconeri non si fermeranno nel '32, nè l'anno successivo, nè quello successivo ancora, e neanche quello dopo, sino a conquistare cinque scudetti consecutivi, un record tuttora imbattuto nel campionato italiano di serie A.
<<È tanto naturale il dispetto, che e' una forma di ammirazione mascherata e irosa, per il primato di una squadra che sempre sa vincere, che nell'elogio della Juventus c'e' spesso una nota di rammarico.>> (La Gazzetta dello Sport nel 1933).
Intanto, il 23 giugno del 1929, nei quarti di finale della Coppa dell'Europa centrale, la squadra era scesa per la prima volta in campo in una competizione internazionale, battendo 1-0 i cecoslovacchi dello Slavia Praga, che vinceranno però al ritorno, eliminandola.
Dopo i primi, trionfali, anni trenta, che videro la Juventus dare l'ossatura alla nazionale italiana campione del mondo nel '34 e nel '38, segue - anche a causa del secondo conflitto mondiale, durante il quale la squadra gioca il campionato di guerra '44 con la denominazione di JuveCisitalia - una fase con scarsi risultati in campionato, nella quale però i bianconeri vincono la Coppa Italia per due volte (1937/38 e 1941/42). Il digiuno si interrompe con la vittoria dello scudetto nel 1949/50: in quella squadra giocano calciatori del calibro di Boniperti e Hansen J., accostati ai nuovi ed altrettanto bravi Praest e Viola. La vittoria si ripete anche nel 1951/52, e, all'arrivo di veri e propri fenomeni quali Charles e Sivori, la Juventus conquista, oltre alle Coppe Italia 1958/59 e 1959/60, tre campionati in quattro anni: dopo quello del 1957/58, che le vale la prima stella quale vincitrice di dieci titoli, quelli 1959/60 e 1960/61, anno in cui Omar Sivori porta il primo Pallone d'Oro sotto la Mole.
andrea
(continua)

martedì 8 gennaio 2008

GAZZETTA? ANCORA UNA DELUSIONE...


Pochi giorni fa, l'International Federation of Football History & Statistics (IFFHS) di Bonn ha pubblicato la classifica dei club più forti (che cioè hanno vinto di più ed hanno ottenuto i migliori piazzamenti in tutte le competizioni cui hanno preso parte) dal 1991 ad oggi. Come è noto, per il secondo anno consecutivo il ranking vede i primi due posti occupati da Barcellona (670 punti) e Juventus (584), col Manchester Utd. terzo a 579. Solo quinto il Milan (547), addirittura settima l'Inter (488). Sono il primo a dire che il Milan avrebbe meritato qualche posizione in più, in virtù dei numerosi successi internazionali e del fatto che in Europa spesso arriva fino in fondo, ma al contempo comprendo il valore principalmente statistico di tale classifica. Pare non averlo capito, però, Gaetano De Stefano, penna della Gazzetta dello Sport (ebbene sì, ho visitato il loro sito, ma bisogna pur controllare ciò che sparano, di tanto in tanto): il Nostro si lancia in una strenua difesa delle milanesi, certamente inveendo - in cuor suo - contro il malvagio Moggi che senza dubbio ha ordito una diabolica trama a favore di Madama. Non è infatti ammissibile che una squadra che dal 1991 ha vinto 7 scudetti (sì, anche quei due), 1 Champions League, 1 coppa Intercontinentale, 1 coppa UEFA, 1 Supercoppa Europea, 1 coppa Italia, 4 Supercoppe italiane, arrivando 4 volte seconda e 3 volte in finale di Champions, si piazzi 5 posizioni davanti a un'altra compagine che, invece, vanta un glorioso palmarès che dal medesimo anno può enumerare ben 1 scudetto (...), 2 coppe UEFA e 2 coppe Italia!!!
Detto questo, Moratti, con l'aiuto del giornale rosa, riuscirà ad appropriarsi a tavolino anche del nostro 2° posto? Staremo a vedere..
andrea

lunedì 7 gennaio 2008

FARSOPOLI - CAP I


Rispettabili interisti ed egregi antijuventini, mi rivolgo a voi, che, spesso per disonestà intellettuale - e altrettanto spesso per idiozia - avete voluto credere al complotto. Un tentativo piuttosto goffo di riscattare anni di disfatte, le quali - ahivoi - in altro non si son tradotte che in conquiste bianconere.
Leggendo ciò che starà scritto in questo e in successivi post, io... bè, se fossi nerazzurro, proverei un sentimento molto simile alla vergogna.
andrea

(da www.ju29ro.com)

LA STRUTTURA ASSOCIATIVA
Fonte: “Il libro nero del calcio”, vol. 1
Capitolo “La struttura associativa”
Si sta facendo un elenco delle presunte pregresse “malefatte” di Moggi. A pagina 7, nel completare l’elenco:
“[…] ed infine la vicenda giudiziaria legata allo scandalo dei Rolex destinati agli arbitri”. Curioso, ma c’è scritto proprio questo. Un dirigente della Roma regala orologi di gran valore agli arbitri e questo viene messo nell’elenco delle presunte malefatte non punite di Moggi. Ecco il seguito della fumettistica spiegazione: “La vicenda – pubblicizzata con uno scoop giornalistico evidentemente attivato nell’interesse delle società Juventus e Milan come sostenuto dal giornalista TEOTINO Gianfranco nelle dichiarazioni rese al PM in data17.04.2000 – non ebbe altro effetto che consolidare il sistema di potere gestito da Moggi e dai due designatori Bergamo e Pairetto ridicolizzando il goffo tentativo di Sensi di proporsi in chiave simpatia con la struttura arbitrale”.
In altre parole Sensi commette un illecito sportivo tentando di comprare degli arbitri, e i redattori lo definiscono ”effetto simpatia”. Per di più il dirigente non viene nemmeno sottoposto ad inchiesta, e tutto ciò diventa una prova del potere di Moggi.
In altre parole, sarebbe come dire che se una persona, ad esempio, si trovasse in banca per tentare una rapina, ed una seconda persona ne divulgasse la notizia, risulterebbe invece coinvolta una terza persona (una qualsiasi tra tutte quelle che non sono andate in banca per fare la rapina) che ne trarrebbe vantaggio dal risalto dato all’atto di disonestà perpetrato dalla prima persona.
Niente di eclatante rispetto a quello che si vedrà in seguito, è curioso però notare che già a pagina 7 di tutto l’incartamento mediatico si trovano le tracce del senso di equilibrio ed imparzialità con il quale è stata condotta l’intera indagine.

CARRARO E BERGAMO
Fonte: “Il libro nero del calcio”, vol. 1
Pagina 126
Viene qui illustrata un’intercettazione telefonica tra Franco Carraro, presidente federale, e Paolo Bergamo, uno dei due designatori arbitrali.

La data è 26 novembre 2004, e di lì a poco ci sarebbero state delle importanti elezioni in seno alla FIGC. Carraro ovviamente ha a cuore che non si abbiamo rumori, scenate, richieste da parte di certa stampa di far cadere delle teste (evidentemente teme per la sua).
Il 28 si gioca Inter - Juventus. I rumori mediatici che possono scuotere l’ambiente e che Carraro teme sono, ovviamente, quelli di una partita decisa magari da un errore arbitrale a favore della Juventus.
Nota: tutta la premessa di cui sopra sulla la situazione dei “rumori mediatici” le elezioni a venire, le cautele di Carraro, ecc., viene illustrata nel documento commentato dai CC preposti all’analisi delle intercettazioni.
Rivolgendosi a Bergamo, alludendo all’arbitro e tenendo conto che le elezioni di cui sopra sono di poco successive a quella partita, Carraro dice quanto segue: “...che faccia la partita onesta per carità, ma che non faccia “errori” a favore della Juventus per carità”.
Apparentemente una frase tutto sommato normale, ma nell’interpretazione che i CC daranno di questa frase compare una delle tante perle di tutta questa vicenda: le due virgolette che delimitano la parola errori.
Sono parte integrante e fondamentale delle conclusioni dei CC.
A noi sembra impossibile, in una conversazione telefonica in cui si fa solo uso della voce, pensare di leggere delle virgolette.
A voler pensare male, sembrerebbe pura manipolazione su un dato di fatto, la sintesi più bieca e subdola del significato di pregiudizio, non soddisfacenti le interpretazioni vengono addirittura manipolate le stesse conversazioni.
Quel virgolettato artificiosamente ed indebitamente aggiunto permette dunque ai CC di giungere a questa conclusione, nero su bianco: “...il favoritismo degli arbitri nei confronti della Juventus è notorio nell’ambiente e soprattutto è risaputo anche al presidente federale”.
Ma c’è un piccolo problema: Carraro non ha detto “errori” con le virgolette.

CARRARO E L’INTERPRETAZIONE DEI CC
Fonte: “Il libro nero del calcio”, vol. 1
Pagina 150.
Questa volta la partita in questione è Roma-Juventus terminata 1-2 il 5 marzo 2005.
La Juventus vince la partita, ma come spesso succede quando la Juventus vince all’Olimpico le polemiche del dopo-partita sono ormai d’obbligo anche nelle trasmissioni televisive. In questa occasione c'è un rigore per la Juventus DUBBIO a velocità normale (era al limite dell’area) MA GIUDICATO POI REGOLARE in moviola.
In questo contesto si inserisce la telefonata di Carraro a Bergamo nella quale il primo ricorda all’interlocutore che era stato molto chiaro: “...se c’è un dubbio per carità che che che che il dubbio non sia a co... a favore della Juventus...”
E poi prosegue: “...dopo di che... che succede... gli dà quel rigore lì?” Il commento dei CC su queste frasi è naturalmente privo di dubbi:
“...anche dalla conversazione che segue emerge, altresì, che il favoritismo degli arbitri nei confronti della Juventus è notorio nell’ambiente e soprattutto, fatto questo ancora più grave è risaputo anche dal presidente federale CARRARO ... ciò a riprova della solidità del meccanismo creato da MOGGI.” Ci permettiamo di far notare che piuttosto, in questo caso, l’affermazione di Carraro è molto grave ma ai danni della Juventus, poiché mentre nel primo caso (quello di cui sopra, relativo a Juventus-Inter) il suggerimento era vago e generico, in questo caso si sostiene che un rigore valido non doveva essere dato in quanto dubbio e poiché questo avrebbe suscitato polemiche: ovvero un rigore a favore della Juventus, anche se regolare, non deve essere dato se dubbio perché ciò avrebbe innescato delle polemiche da parte della stampa e ciò avrebbe probabilmente danneggiato la poltrona di Carraro.
Tanto è vero quanto detto sopra che di lì a poco Carraro aggiunge:
“...allora quando un arbitro dà un rigore al limite dell’area vuol dire che gli scappa che la Juventus voglia... debba vincere la partita...” rimanifestando la sua paura di cui sopra.
Bergamo tra l’altro dice:
“...io non ho sbagliato ieri presidente perché RACALBUTO era preparato e ha sbagliato PISACRETA. Il rigore era un metro dentro...” e Carraro NON nega questa circostanza.
Tirando le somme, quindi, una telefonata in cui il presidente della FIGC dice che nel dubbio bisogna sfavorire la Juventus viene invece interpretata dai CC come prova del potere di Moggi.
L’interpretazione di questa telefonata è emblematica di tutta la faccenda: è da evidenziare che sono proprio questo tipo di intercettazioni quelle che, secondo i CC deputati ad eseguire gli “sbobinamenti”, determinano l’esistenza della “cupola”; intercettazioni e interpretazioni che verranno poi riportate tali e quali nelle tesi accusatorie del procuratore federale Stefano Palazzi.

Non esistono infatti altre telefonate più esplicite e/o con prove accusatorie incontestabili, il che magari giustificherebbe anche la pratica di fornire un’interpretazione personale e non fondata delle telefonate “interpretabili”, simili a quella appena illustrata.
No, tutte le intercettazioni esaminate (e interpretate) sono dello stesso tipo, di cui abbiamo appena letto un esempio brillante.

sabato 5 gennaio 2008

INTER - CETTIAMO!!!


E' oltremodo interessante osservare come la pubblica opinione, opportunamente istruita (v. post 26/12/07), possa arrivare a reputare vere delle affermazioni che null'altro sono se non pure menzogne. "Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità", diceva il ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels: la vergognosa pratica adottata nell'estate del 2006 da alcuni organi di informazione (che non sto qui a ricordare per non tediare il lettore) non ha fatto che seguire questo vecchio ma collaudatissimo schema. In particolare, è curioso notare come qualcuno, di azzuronero vestito, si sia fregiato della nomea di onesto e virtuoso pur non avendo alcun diritto di farlo, dal momento che, in quanto a telefonate, non aveva nulla da invidiare al demonizzato Moggi. Per esempio, l'interista medio probabilmente neanche sa che l'amico Facchetti è uno dei principali interlocutori di Pairetto, o forse non ritiene la cosa grave come per l'ex d.g. della Juve. E badate bene, il mio discorso non vuole dire "lo facevano anche loro", ma intende invece chiarire come il senso di una conversazione sia difficilmente scindibile dal suo particolare contesto, e questo vale per Facchetti come per Moggi: ma chi ha deciso ha ritenuto di applicare tale elementare concetto soltanto per quanto riguardava il compianto presidente dell'Inter.
A tal proposito riporto, a guisa d'esempio, i testi di alcune delle telefonate intercettate, che hanno fruttato alla Juventus la revoca di due scudetti sul campo, la retrocessione in serie B e un disastro economico senza precedenti, e all'Inter l'assegnazione (non ce la faccio a chiamarla vittoria) di un campionato, gli ingaggi di Ibrahimovic e Vieira e la pubblica fama di "Banda degli Onesti".



Moggi - Pairetto prima di Sampdoria - Juventus 0 - 3 (22/09/04)


Moggi: "Ma che fate oggi i sorteggi?"

Pairetto: "Sì, adesso".

M: "Ma per mercoledì per tutto?"

P: "Sì, sì, sì per mercoledì, solo che non ho la... è a casa".

M: "Uhm e va be'".

P: "E' tutto ok eh!"

M: "Ci sentiamo".

P: "Eh è tutto avanti sì"




Dondarini - Pairetto dopo Sampdoria - Juventus 0 - 3 (22/09/04)


Dondarini: "Eh bella battaglia hai visto?"

Pairetto: "Minchia".

D: "Orca miseria ma questi erano fuori di testa".

P: "Come?"

D: "Erano fuori di testa questi della Sampdoria".

P: "Quelli della Samp eh?"

D: "Mamma, guarda ti giuro se non c'erano i giocatori della Juve che mi aiutavano io non so come finiva questa partita perché erano veramente... ma dall'inizio dal primo minuto..."

P: "Sì sì ma questi sono sempre tutti fuori..."

D: "Poi sai ho dovuto dare quel rigore lì."

P: "Sì"

D: "Guarda che è di un netto Gigi".

P: "Sì ma ci credo perché poi dalla vostra posizione".

(...)
D: "Guarda ho dovuto sopportare perché se no..."

P: "Sì sì".

D: "Sì ho dovuto, ho cercato di non infierire perché questi erano cerca di... non erano sereni dall'inizio per cui..."

P: "Sì sì ma vanno sempre in campo mai sereni contro le grandi squadre si sentono sempre vittima di tutto guarda sono incredibili".

D: "Sì veramente ma è una cosa vergognosa quella a questo punto cosa fai? Non puoi dare rigore perché è una grossa squadra..."

P: "Ma vedrai anche in futuro quando avrai modo di farne ancora vedrai sarà sempre così li devi già preparare psicologicamente".

D: "Sì sì ma o me lo aspettavo poi eh perché ci mancherebbe".

P: "Ma poi tu ha visto domenica hai espulso due sacrosanti no?"

D: "Mamma mia."

P: "Sacrosanti no? Si piangevano addosso e dicevano che era stato fatto perché la partita dopo era contro una grande squadra no?"

D: "No no infatti infatti".
(...)

P: "Ma tu cos'avevi dato? rigore?"

D: "No io mi sono guardato in giro per sapere se era angolo o se era rinvio e lui mi ha indicato rigore".

P: "Ma chi?"

D: "Ambrosino" (il guardalinee ndr).

P: "Ha indicato rigore?"

D: "Lui mi ha dato rigore ed io ho fischiato rigore dopo di che mi ha richiamato mi ha detto "Donda scusami ho fatto una grande cazzata non dare rigore perché facciamo una troiata mai vista"".

P: "Era calcio d'angolo infatti"

D: "E infatti fa "guarda che ha preso la palla scusami istintivamente lì ho indicato rigore ma guarda è angolo" allora sul 3 a 0 gli ho detto "Marcello ma oramai diamo rigore" fa "no no guarda assolutamente non darlo perché non è rigore facciamo una figura di merda" a quel punto l'ho visto talmente convinto".

P: "Ma roba da pazzi".





Capitolo Inter:
il primo colloquio tra Luigi Pairetto e Giacinto Facchetti è del 15 settembre 2004. Sono le 12,59. Al centro della telefonata ci sono le valutazioni sugl arbitri di Champions League (l’Inter era in un girone con Valencia, Werder Brema e Anderlecht) e alcune tessere dell’Inter destinate a Pairetto.


FACCHETTI: e li han già deciso poi per le prossime partite ?

PAIRETTO: si sulla seconda c’è Meier eh poi ok.

FACCHETTI: sulla seconda quella con …

PAIRETTO: qual è non non

FACCHETTI: non con il Valencia

PAIRETTO: non quella… l’ult… qual è la terza di di

FACCHETTI: la terza

PAIRETTO: quella più importante che avete

FACCHETTI: la terza è con l’Anderlecht, eh la terza è l’Anderlecht

PAIRETTO: non aspetta te lo… ce l’ho di la infatti avevo detto, ho fatto mettere Meier, no allora è la seconda perché era la partita quella importante

FACCHETTI: eh si perché dovrebbe essere

PAIRETTO: allora dovrebbe essere quella adesso te… lo vado a prendere e te lo dico

FACCHETTI: me lo dici

PAIRETTO: te lo verifico si si si e te lo dico

FACCHETTI: grazie

PAIRETTO: e te lo dico subito perché avevo fatto mettere Meier appunto perché è un arbitro molto…

FACCHETTI: si perché li a Valencia

PAIRETTO: affidabile, no no li a Valencia è un ambientino… bello tosto, anche se ieri è stato un bel risultato , lui è stato bravo

FACCHETTI: si si buono abbiamo sofferto fino all’ultimo perché un gol solo non si sa mai

PAIRETTO: si si infatti, poi loro in dieci quindi era un po’

FACCHETTI: eh però sai si sbagliano

PAIRETTO: eh si nel calcio basta un… sbagliare un calcio di rigore

FACCHETTI: eh eh

PAIRETTO: anche psicologicamente no è, non è il massimo quindi

FACCHETTI: eh si ma

PAIRETTO: va bene

FACCHETTI: va bene fammi sapere

PAIRETTO: allora ti chiamo e ti faccio sapere

FACCHETTI: fammi sapere grazie

PAIRETTO: per le tessere invece le hai già…

FACCHETTI: si le tessere sono, guarda abbiamo… pensa che ieri hanno consegnato

PAIRETTO: si

FACCHETTI: le tessere ai consiglieri sono…

PAIRETTO: solo fate adesso proprio

FACCHETTI: sono arrivate talmente in ritardo voi preferivate mandarle a ritirare magari ?

PAIRETTO: io posso magari anche chiedere se va a ritirarle

FACCHETTI: fammi sapere se…

PAIRETTO: magari dico alla persona che può andare a ritirarle in sede ?

FACCHETTI: aspetta aspetta che sento la signora

PAIRETTO: si cosi eventualmente…

FACCHETTI: Monica, sono al telefono con Pairetto mi chiedeva le loro due te…sono li ? Gli dico di mandare a ritirare almeno cosi eh ? Eh si si, allora mi faccio dire il nome di chi viene a ritirale grazie. Erano li pronte

PAIRETTO: perfetto allora io adesso

FACCHETTI: mi sai dire il nome di chi viene a ritirare ?

PAIRETTO: te lo faccio sapere di chi viene a ritirarle il nome cosi

FACCHETTI: si perché non si sa mai

PAIRETTO: no no se non passa un altro se le prende è chiaro

FACCHETTI: va bene

PAIRETTO: va bene allora cosi ti dico anche l’al… tutte e due le cose anche l’altra

FACCHETTI: grazie

PAIRETTO: ok grazie

FACCHETTI: ciao

PAIRETTO: buon appetito ciao




Un'altra telefonata è del giorno successivo, il 16 settembre 2004. Sono le 9,28 del mattino.


Pairetto: «Pronto».

Facchetti: «Sì, Pierluigi».

omissis

Pairetto: «Allora la seconda è Anderlecht non è Valencia».

Facchetti: «La seconda non è ah ero convinto».

Pairetto: «no, no infatti mi dicevo porca miseria che abbia confuso io e allora son andato a
vedere ad Anderlech c'è Vassaras il greco».

Facchetti: «chi è».

Pairetto: «Vassaras».

Facchetti: «ah Vassaras».

Pairetto: «Vassaras si è un top class e la Mayer poi con il Valencia».

Facchetti: «e là Mayer»

Pairetto: «si che era quello che».

Facchetti: «si ho visto ieri».

Pairetto: «ha fatto bene».

Facchetti: «si si ho visto che».

omissis

Facchetti: «chi passa a ritirare le tessere allora ?»

Pairetto: «allora Santambrogio».

Facchetti: «ah Santambrogio».

Pairetto: «sempre Santambrogio».

Facchetti: «va bene va bene».

venerdì 4 gennaio 2008

CONSIDERAZIONI


Sono giorni di mercato, e quasi certamente alla Juve non vi saranno operazioni in entrata. Si definiranno infatti i prestiti di Criscito e Olivera al Genoa, e non si esclude la cessione, sempre in prestito, del finora poco convincente Almiròn. Pare perciò che la dirigenza, tra voci di colpi oggettivamente impossibili (Lampard) e di usato garantito ma fino a un certo punto (Albelda), preferisca ormai aspettare il mercato estivo per completare la rosa. Personalmente anch'io ritengo che non sia estremamente necessario intervenire subito a gennaio: magari verrò clamorosamente smentito dai fatti, ma sembra che la squadra stia finalmente trovando una certa continuità. Dopotutto, con dieci vittorie, cinque pareggi e due sconfitte il ruolino è da scudetto, e soltanto il ritmo infernale mantenuto finora dall'Inter giustifica l'attuale ritardo di 8 punti. D'altra parte, un intervento non drastico ma decisamente sensibile dovrà essere assolutamente una priorità a luglio, soprattutto nel caso - tutt'altro che remoto - che per la squadra il 2008 sia l'anno del ritorno in Europa, e magari dalla porta principale: in quest'ottica, tra i nomi (verosimili) che si fanno di questi tempi mi piacciono particolarmente quelli di Ujfalusi (in scadenza) e, soprattutto, Van der Vaart, mentre mi lascia più freddino quello di Sissoko. E qui, per quanto riguarda il centrocampo, va fatta un'ulteriore ed ultima considerazione: mentre la difesa, a prescindere dagli acquisti, giocherà sicuramente a quattro e in un determinato modo, la linea mediana dovrà essere (ri)plasmata sulle caratteristiche del centrocampista che verrà acquistato: un Van der Vaart potrebbe giocare come mezza punta laterale, come estremo avanzato di un rombo o come trequartista, mentre, ad esempio, un regista puro alla Pizarro non offrirebbe queste alternative, pur dettando meglio dell'olandese i tempi del gioco. Si tratta di caratteristiche tattiche dei giocatori, e, soprattutto, di scelte da parte di Ranieri.
L'importante - ripeto - è concentrarsi su 3/4 acquisti mirati di livello molto alto, rimpinguando con buoni giocatori a parametro zero soltanto il parco riserve. Solo così la Juventus può iniziare la sua lunga risalita.
andrea