
E’ andata. Non che fosse l’obiettivo di stagione, ma non siamo ipocriti: anche abbandonare la tanto snobbata coppa Italia dispiace. Il verdetto del campo ha deciso per il risultato più probabile, punendo, tra le due, la squadra che ancora denota diversi limiti. Va doverosamente segnalato, però, che, tra andata e ritorno, la Juventus non ha certo rappresentato un facile bottino per gli uomini di Mancini. Certo, pecche a parte, nelle due partite (specie a Torino) ad emergere maggiormente è stato il lato migliore della squadra: un Del Piero sempre più brillante e decisivo (merito del nuovo allenamento personalizzato), uno Zanetti sempre generoso e preciso, addirittura un Belardi che non commette errori marchiani se non, forse, nella mancanza di tempismo in uscita sul primo gol di Balotelli (giovane interessantissimo ma altrettanto scorretto, sul quale rimando al poscritto). Ma tant’è.
L’unico obiettivo rimane perciò il posto tra le prime quattro, unico modo per garantirsi introiti adeguati ad una società del calibro della Juventus. L’accesso in Champions non è però cosa del tutto scontata, visto il ritorno di fiamma di un Milan, che, non dimentichiamolo, è campione del mondo (anche se, a mio avviso, è del titolo di campione d’Europa che dovrebbe fregiarsi maggiormente, ma questo è un altro discorso).
Per quanto riguarda il mercato, la finestra di gennaio si è chiusa ieri alle 19.00. I nuovi arrivi sono Guglielmo Stendardo dalla Lazio (prestito con diritto di riscatto, ha già esordito contro l’Inter) e, soprattutto, Mohamed “Momo” Sissoko, che oggi sostiene il primo allenamento a Vinovo. Sulle perplessità riguardo non al valore, ma al ruolo del maliano, rimando ai post precedenti.
andrea
L’unico obiettivo rimane perciò il posto tra le prime quattro, unico modo per garantirsi introiti adeguati ad una società del calibro della Juventus. L’accesso in Champions non è però cosa del tutto scontata, visto il ritorno di fiamma di un Milan, che, non dimentichiamolo, è campione del mondo (anche se, a mio avviso, è del titolo di campione d’Europa che dovrebbe fregiarsi maggiormente, ma questo è un altro discorso).
Per quanto riguarda il mercato, la finestra di gennaio si è chiusa ieri alle 19.00. I nuovi arrivi sono Guglielmo Stendardo dalla Lazio (prestito con diritto di riscatto, ha già esordito contro l’Inter) e, soprattutto, Mohamed “Momo” Sissoko, che oggi sostiene il primo allenamento a Vinovo. Sulle perplessità riguardo non al valore, ma al ruolo del maliano, rimando ai post precedenti.
andrea
p.s.: prima di Juve-Inter, Mancini, con il consueto humour, aveva provocatoriamente affermato che a Torino avrebbe mandato in campo solo dieci giocatori, nella speranza di non subire espulsioni: evidente il riferimento ai due rossi di Burdisso nell’andata contro la Juve e di Cesar domenica a Udine. Ciò che all’allenatore dell’Inter non risulta evidente è invece il fatto che l’espulsione per gioco violento o scorretto, o per somma di ammonizioni, è prevista dal regolamento, e le due subite dalla sua squadra rientrano appieno nella casistica. Sta di fatto che in Juve-Inter il mattatore dell’incontro, il giovane Balotelli, nei primi minuti abbia pensato bene, saltando e rifilando una gomitata, di cercare di spaccare la faccia a Legrottaglie, non riuscendo nel suo intento ma provocandogli solo un occhio nero, abbastanza doloroso, però , da far dimenticare addirittura al pio difensore juventino - che lo ha rincorso a tutto campo per fargli avere la sua parte - la vena mistica che lo pervade ormai da un biennio. Risultato: il buon Saccani (lo stesso di Juve-Samp, per intenderci) non solo ha sbagliato colore del cartellino, ma, nel secondo tempo, ha sorvolato anche su un altro intervento, da dietro, del giovane bresciano.
Un tempo si sarebbe parlato di sudditanza.
Un tempo si sarebbe parlato di sudditanza.
Ma Mancini è stato accontentato.
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