
E’ stata la serata dell’orgoglio e della maturità, del carattere e della determinazione, della Signora che è uscita con i tre punti dallo scontro per il secondo posto, avvicinando la Roma a -1. Certo, come in settimana ha ribadito capitan Del Piero, se l’Inter decidesse di fare harakiri la Juve sarebbe pronta ad approfittarne, ma, al momento, l’ipotesi più realistica vede la squadra a caccia dell’ingresso diretto in Champions. Forse per la prima volta in questa stagione, abbiamo visto una Juventus che non ha aspettato la sberla per reagire, ma ha imposto sin dall’inizio il proprio gioco, grazie anche al tridente offensivo riproposto da Ranieri - schema che a nostro parere meriterebbe maggior fiducia - e allo spirito di abnegazione dei veterani in primis, i quali, ancora una volta (e con l’unica eccezione dello spento Trezeguet) hanno fatto da guida al resto della squadra.
E’ stata anche la serata di sassolini più o meno grandi tolti da scarpe più o meno prestigiose: è il caso, ovvio, di Del Piero (il quale - a onor del vero - è da inizio anno che non fa altro che spalare sassolini), che ha deciso la partita con una punizione superba, vincendo per manifesta superiorità il confronto con Totti; è il caso dell’ex Zebina, che abbiamo rivisto finalmente a livelli di capelliana memoria; è il caso, infine, di Nedved, che ormai da gennaio ha ripreso a giocare da Furia Ceca e che ha dato una sonora batosta a chi già lo dava per bollito.
Insomma, era da un po’ che non spegnevo la tv così soddisfatto dalla prestazione della mia Juve, che ha dato qualche segno di sofferenza - neanche eccessivo - solo a inizio ripresa. Speriamo continui così.
andrea
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