
JUVENTUS 1 - 0 ATALANTA
"Problemi di regia"
Non si è vista una grande Juve ieri a Torino, ma tant'è: quando arrivano i tre punti, anche senza il gioco, l'importante è metterli in saccoccia e guardare avanti per eliminare le lacune che ancora ci sono. Il problema, soprattutto ora che la difesa ha trovato ordine, è sempre quello che ci affligge dall'inizio della stagione, e cioè la mancanza di gioco e qualità a centrocampo, con il risultato che la manovra appare quasi sempre prevedibile e scarsamente efficace, in un continuo ricorso a lanci lunghi. Non che Zanetti e Nocerino abbiano giocato male, tutt'altro; semplicemente, non si devono pretendere da loro compiti che spettano ad altri: il famoso regista, centrocampista d'ordine che detti i tempi e giochi palla a terra, il quale nelle idee della dirigenza avrebbe dovuto essere Tiago, al Lione soprannominato "La Lavatrice", in rosa non si intravede (il portoghese è ancora latitante, così come Almiròn, che peraltro non è un regista vero e proprio), e se Secco non interverrà a gennaio difficilmente spunterà fuori da solo (a meno che l'ex-lionese non si riprenda, ma le mie speranze iniziano a vacillare, anche perchè non è mai stato un fenomeno conclamato come Emerson o Davids).
Ma i novanta minuti dell'Olimpico ci hanno regalato anche ottimi spunti:
in primo luogo, una prestazione eccellente di Cristian Molinaro, che mai in stagione si era visto così propositivo, sicuro e convincente: l'impressione è che possa ancora migliorare moltissimo, se - come ieri - troverà il coraggio di puntare l'avversario e arrivare fino in fondo per il cross anzichè preferire un meno rischioso (ma meno redditizio) passaggio laterale.
In secondo luogo, la prova ancora una volta molto sicura di un duo (Chiellini - Legrottaglie) che nessuno, in estate, avrebbe immaginato titolare: il Chiello avrebbe dovuto giocare laterale sinistro, mentre Nicola aveva già le valigie in mano.
In terzo luogo, il ritorno al gol della Furia Ceca Pavel Nedved, che - ne sono convinto - dopo essersi finalmente sbloccato tornerà a deliziarci in ogni partita come negli ultimi sei anni.
Infine, l'ennesima dimostrazione agli scettici (come se ce ne fosse bisogno: ma perchè!?) che il Capitano la bandiera è ancora ben lungi dall'ammainarla, nonostante gli vengano concessi 20 minuti a partita (ieri erano 45): contro l'Atalanta, dopo aver confezionato, come al solito, magie ed assist, ha costretto al miracolo il portiere avversario, incidendo sulla partita più dei deludenti Palladino e Iaquinta (il primo ancora poco concreto, il secondo apparso un po' stanco).
La situazione del campionato, quando non siamo ancora al giro di boa, è questa:
Immerd............37
Roma...............32
JUVENTUS.....29
Fiorentina........24
ciò vuol dire che mollare già le speranze tricolori sarebbe un autentico delitto (ricordate? era la stagione 2001-02, e l'Inter, alla 29ma giornata, aveva sei punti di vantaggio... ok, ok, mi si potrebbe obiettare che quella era già una grande Juve, non una neopromossa, e che anche questa è un'altra Sfinter, però...però bisogna crederci, anche perchè gli Indossatori di Scudetti Altrui non sono nuovi al vizio di buttare all'aria all'ultima giornata campionati già vinti: per citarne un'altro, quello del '67); d'altra, parte, però, un po' di sano realismo non è mai di troppo: gli Sfigati, quest'anno, sono più forti, e fanno ciò che faceva la Juventus di 2 anni fa: vincono. Perciò, se volessero tornare alla sana abitudine che spetta loro da sempre, cioè quella di perdere scudetti, beh, non sarà certo la Signora a rifiutare un così gentile omaggio; ma se, malauguratamente, dovessero voler andare fino in fondo, è bene ricordarsi che, con la rosa a disposizione, il nostro obiettivo non può andare al di là della vitale qualificazione alla Champions, quello sì, l'unico bersaglio che può - e deve - essere centrato.
Andrea
"Problemi di regia"
Non si è vista una grande Juve ieri a Torino, ma tant'è: quando arrivano i tre punti, anche senza il gioco, l'importante è metterli in saccoccia e guardare avanti per eliminare le lacune che ancora ci sono. Il problema, soprattutto ora che la difesa ha trovato ordine, è sempre quello che ci affligge dall'inizio della stagione, e cioè la mancanza di gioco e qualità a centrocampo, con il risultato che la manovra appare quasi sempre prevedibile e scarsamente efficace, in un continuo ricorso a lanci lunghi. Non che Zanetti e Nocerino abbiano giocato male, tutt'altro; semplicemente, non si devono pretendere da loro compiti che spettano ad altri: il famoso regista, centrocampista d'ordine che detti i tempi e giochi palla a terra, il quale nelle idee della dirigenza avrebbe dovuto essere Tiago, al Lione soprannominato "La Lavatrice", in rosa non si intravede (il portoghese è ancora latitante, così come Almiròn, che peraltro non è un regista vero e proprio), e se Secco non interverrà a gennaio difficilmente spunterà fuori da solo (a meno che l'ex-lionese non si riprenda, ma le mie speranze iniziano a vacillare, anche perchè non è mai stato un fenomeno conclamato come Emerson o Davids).
Ma i novanta minuti dell'Olimpico ci hanno regalato anche ottimi spunti:
in primo luogo, una prestazione eccellente di Cristian Molinaro, che mai in stagione si era visto così propositivo, sicuro e convincente: l'impressione è che possa ancora migliorare moltissimo, se - come ieri - troverà il coraggio di puntare l'avversario e arrivare fino in fondo per il cross anzichè preferire un meno rischioso (ma meno redditizio) passaggio laterale.
In secondo luogo, la prova ancora una volta molto sicura di un duo (Chiellini - Legrottaglie) che nessuno, in estate, avrebbe immaginato titolare: il Chiello avrebbe dovuto giocare laterale sinistro, mentre Nicola aveva già le valigie in mano.
In terzo luogo, il ritorno al gol della Furia Ceca Pavel Nedved, che - ne sono convinto - dopo essersi finalmente sbloccato tornerà a deliziarci in ogni partita come negli ultimi sei anni.
Infine, l'ennesima dimostrazione agli scettici (come se ce ne fosse bisogno: ma perchè!?) che il Capitano la bandiera è ancora ben lungi dall'ammainarla, nonostante gli vengano concessi 20 minuti a partita (ieri erano 45): contro l'Atalanta, dopo aver confezionato, come al solito, magie ed assist, ha costretto al miracolo il portiere avversario, incidendo sulla partita più dei deludenti Palladino e Iaquinta (il primo ancora poco concreto, il secondo apparso un po' stanco).
La situazione del campionato, quando non siamo ancora al giro di boa, è questa:
Immerd............37
Roma...............32
JUVENTUS.....29
Fiorentina........24
ciò vuol dire che mollare già le speranze tricolori sarebbe un autentico delitto (ricordate? era la stagione 2001-02, e l'Inter, alla 29ma giornata, aveva sei punti di vantaggio... ok, ok, mi si potrebbe obiettare che quella era già una grande Juve, non una neopromossa, e che anche questa è un'altra Sfinter, però...però bisogna crederci, anche perchè gli Indossatori di Scudetti Altrui non sono nuovi al vizio di buttare all'aria all'ultima giornata campionati già vinti: per citarne un'altro, quello del '67); d'altra, parte, però, un po' di sano realismo non è mai di troppo: gli Sfigati, quest'anno, sono più forti, e fanno ciò che faceva la Juventus di 2 anni fa: vincono. Perciò, se volessero tornare alla sana abitudine che spetta loro da sempre, cioè quella di perdere scudetti, beh, non sarà certo la Signora a rifiutare un così gentile omaggio; ma se, malauguratamente, dovessero voler andare fino in fondo, è bene ricordarsi che, con la rosa a disposizione, il nostro obiettivo non può andare al di là della vitale qualificazione alla Champions, quello sì, l'unico bersaglio che può - e deve - essere centrato.
Andrea

Nessun commento:
Posta un commento