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lunedì 3 marzo 2008

JUVENTUS 0-0 TORINO


Che delusione. Lo 0-0 non fa felice nessuno, in una partita che la Juve doveva e poteva vincere. Il risultato è un misero punticino che, nell’era dei 3 punti, vale quasi niente. A parziale scusante dei giocatori si può addurre come motivo l’enorme calo di morale in seguito allo scippo di Reggio Calabria; un calo giustificato dal fatto che la squadra veniva da due vittorie fondamentali che l’avevano rilanciata, e dall’evidenza della superiorità assoluta mostrata contro i calabresi. Ma la Juve vista nel derby ha fatto decisi passi indietro non solo rispetto a quella, superba, che giocò contro la Roma, ma anche a quella sprecona ma pimpante vista a Reggio. E’ vero, la squadra ha creato le sue occasioni, e il Torino ha dovuto impostare la gara su difesa e ripartenze: però la cosa gli è riuscita anche piuttosto bene, se è vero che alla fine l’occasione più ghiotta è stata per Rosina, con una punizione che si è stampata sulla traversa. Al 90° Nedved commette un’ingenuità: sotto gli occhi dell’arbitro, tira la folta chioma di Comotto, il quale, a onor del vero, urla e si dibatte come se un indiano apache gli avesse appena tolto lo scalpo. Ad ogni modo, contro la Fiorentina Pavel non ci sarà.
Onore all’avversario quindi (avversario che, da tradizione, gioca il derby come mai aveva giocato le altre partite), ma anche la consapevolezza che a volte, senza una punta come Trezeguet, per la Juve è difficile buttarla dentro.
andrea

p.s.: Un ultimo accenno lo merita Sereni: il portiere del Torino è andato a prendere una punizione di Del Piero al sette, e, in generale, ha salvato più volte il risultato: a mio giudizio, vale due volte il terzo portiere della nazionale Amelia.

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