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sabato 3 novembre 2007

Empoli - Juventus

La Stampa - Ti accorgi dell’importanza di aver là davanti uno come David Trezeguet, soprattutto in serate come quella di ieri, quando potresti restare impantanato dentro un noiosissimo e indisponente primo tempo, e invece ti risvegli in una ripresa da tre a zero che ti gonfia classifica e umore. La prima ti fa restare sulle tracce dell’Inter, il secondo servirà proprio per lucidare l’orgoglio in vista dell’armata di Mancini, che scenderà domenica sera, per la partita delle partite, con l’indole di non far prigionieri. Così, la risolve Re David, 150 gol in bianconero, 11 dei quali esplosi sull’Empoli, vittima preferita. Ci mette i piedi, nella vittoria, pure Tiago Mendes Cardoso, che si salva l’anima, e il futuro, nella ripresa: un assist e un tiro per aprire la porta del terzo gol al francese. L’avvio era stato fiacco, tanto che il primo tempo avrebbe dovuto essere affrontato con la dotazione dei voli intercontinentali: cuscino e mascherina, perché l’unica cosa che poteva impedire l’appisolamento erano i riflettori. Il 4-4-2 cui Ranieri s’affida finisce per affondare nella noia, pure perché l’Empoli di Cagni presidia bene i varchi di frontiera: la difesa a tre, come da manuale, sotto attacco si cementa a cinque, e assaltare sui fianchi, senza dinamite diventa durissima. Combina qualcosa Palladino, sulla sinistra, ma poi prendono la targa anche lui, tanto che il tecnico bianconero, sul finale di tempo, lo dirotta a destra, dove Salihamidzic ha rischiato la multa per divieto di sosta.In mezzo, come previsto, è rispuntato Tiago, che finora aveva vissuto una sola partita dall’inizio (su quattro presenze), contro la Reggina, pure infrasettimanale. Il portoghese attacca con due entrate robuste, ma poi, piazzato di fianco a Zanetti, che pure raschia palloni, non riesce mai a produrre gioco con continuità per le truppe avanzate. Si rifarà. Non è un caso, allora, se il primo pericolo, l’unico davvero serio, arriva da un calcio d’angolo, quando Criscito, in acrobazia spara al volo da cinque metri, ma trova un ottimo Balli (11’ pt). Dietro i bianconeri non rischiano nulla, perché l’Empoli s’affaccia raramente, badando bene a non sguarnire il fortino. Allora l’assedio, si fa per dire, vive sugli spari da fermo: al 28’, punizione di Iaquinta, forte rasoterra, ma il portiere si stende bene. Sei minuti più tardi l’ex udinese ci prova servendo di testa Trezeguet (deviazione di cabeza a lato), ma Celi aveva annullato tutto per un fallo. Serataccia, se non sfondi neppure quando la sentinella abbandona la torretta: il liscio di Raggi, fin lì molto attento, spalanca l’avanzata di Iaquinta, che però pasticcia e spreca (42’ pt). Tre minuti più tardi, per disperazione, Trezeguet deve tornarsene sulla propria tre quarti per rimediare un pallone: brutto segno. Cominciano ad agitarsi gli animi, perché David, recuperata palla, sul fischio dell’intervallo la spedisce via con un calcione. Gli andrà meglio nella ripresa. Tornati in campo, difatti, il francese attacca con un colpo di testa (al 3’, centrale), ma un minuto più tardi mette giù un gran pallone di Palladino, che l’ha spedito al di là delle linee nemiche. Balli, sul tentativo di dribbling esterno, l’abbatte. Dagli undici metri spara sempre lui: non angolatissimo, ma abbastanza violento per forare Balli. Poco dopo, Trezegol edita due replay: al 18’, devia di testa una punizione di Tiago, saltando troppo solo, e sette minuti più tardi segna in tap-in, buttando dentro la corta respinta sul bel rasoterra del portoghese. Seconda tripletta stagionale per l’attaccante, che con un tris aveva aperto la stagione contro il Livorno, issandosi nuovamente capocannoniere con 10 gol in 10 partite. Fenomenale. Era a secco da un mese, quando aveva infilzato il Toro nel derby, all’ultimo tocco.L’Empoli, ormai, non c’è più. Sotto tre a zero, e con i tre cambi già spesi, perde per infortunio Balli e deve mettere in porta Saudati, che di mestiere farebbe l’attaccante. Intanto, pure invocato dalla folla, ha messo i piedi in campo anche Del Piero, al posto di Iaquinta, fiaccato ancora da guai fisici: è filato subito negli spogliatoi per il mal di stomaco. C’è prato pure per Camoranesi, applauditissimo, che sostituisce Palladino: mancava dal 16 settembre, l’italo-argentino, quando si spaccò nel primo tempo contro l’Udinese. Sarà il collaudo per la seratona con l’Inter, per uno che da un anno aspetta la rivincita. A domenica sera allora.

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