...

...

sabato 10 novembre 2007

CAMORANESI FERMA L'INTER!
IL GRANDE CUORE DELLA JUVENTUS ORA RANIERI SOGNA LO SCUDETTO!Spettacolare derby d'Italia a Torino fra le due grandi rivali. I nerazzurri passano in vantaggio alla fine del primo tempo con Cruz. Nella ripresa la (ri)scossa bianconera arriva dai cambi: Ranieri li azzecca, Mancini no. L'ingresso di Camoranesi e Iaquinta cambiano l'inerzia della partita e proprio l'italoargentino firma il gol che vale un giusto pareggio. Ibra fischiato dalla curva bianconera per 90 minuti non entra mai in partita, sovrastato e umiliato da un gigantesco Chiellini. Il tecnico bianconero raggiante: "Ragazzi meravigliosi. Per lo scudetto ci siamo anche noi!"




JUVE, DISPETTO ALL'INTER - La Stampa - L’Inter si è presentata in ritardo alla partitissima dei veleni, che è cominciata infatti 15 minuti dopo l’orario previsto, e ne è uscita con un quarto d’ora d’anticipo: quando poteva ormai capitalizzare il vantaggio del gol di Cruz, ha mollato la concentrazione in attacco, dove i suoi sbagliavano un paio di occasioni per il raddoppio, e ha allentato la presa, cosa che non si deve fare con questa Juve.Come a Roma, i bianconeri hanno riaggiustato nel finale un’altra partita delicatissima, di quelle che misurano la qualità di una squadra, che nel caso dei bianconeri non è altissima però c’è il carattere e migliora quando può sfruttare Camoranesi e Iaquinta. Nel pareggio sono entrati loro, spuntati dalla panchina. Ed è anche stato un giusto premio, in un match di varie e poco soddisfatte attese. Senza strafare, come aveva detto Mancini, l’Inter ha aspettato l’occasione buona. Dieci volte i nerazzurri sono finiti in fuorigioco finchè la difesa juventina si è fatta sorprendere fuori tempo (e fuori posto) sul lancio di Cesar lasciando Cruz da solo davanti a Buffon. Il Giardiniere da quella posizione è raro che zappi, infatti ha messo la palla in rete e ha rinviato al secondo tempo le fumantine speranze della Juve. Era il 40’. Due minuti dopo, Ibrahimovic falliva il raddoppio, ancora da solo, ancora ben piazzato dopo un errore di Legrottaglie in avanzata. La palla si impiastricciava tra i piedi, il resto lo faceva il recupero di Chiellini. Con il veleno nella coda, il primo tempo era stato blando nelle emozioni, quanto aggressivo nei modi. La Juve era caricata a molla, immaginiamo cosa hanno detto in settimana Nedved e Del Piero ai loro compagni più giovani e quale effetto avranno suscitato in chi ha accettato un anno in serie B le parole di Ibrahimovic, quando ha spiegato che altri potevano abbandonare la nave, come lui, ma non avevano trovato una scialuppa disposta a caricarli. Nell’intervento di Nocerino su Javier Zanetti, che gli costava l’ammonizione dopo pochissimi minuti, c’erano la rabbia e la frustrazione di uno spogliatoio: doveva soltanto provare a levargli le tonsille e gli aveva fatto di tutto. Inter più traballante e timida in avvio. Juve con la bava alla bocca e la protesta tra i denti quando, al 5’, Cordoba strattonava Del Piero che da terra si stava avvitando per concludere in porta: più rigore che altro, benchè difficile da vedere. Comunque due squadre speculari e poco gradevoli da vedere. Succede quando si mettono a fare gioco i bravi faticatori. Chiedere l’illuminazione geometrica da Nocerino, dai due Zanetti e dallo stesso Cambiasso è come pretendere di fare latte da un toro. Di conseguenza le azioni ne uscivano frammentarie, tra un rilancio e un rinvio. L’Inter si faceva pericolosa quando innescava Cesar sulla sinistra, anche per un malinteso della difesa juventina, con Grygera che si accentrava per raddoppiare la marcatura di Ibrahimovic e lasciava metri di libertà al brasiliano che l’Inter tenne a lungo in naftalina. Buffon comunque non pativa affanni fino al gol, difeso dalla tattica del fuorigioco che spuntava le unghie a Cruz e teneva Ibra in serata da balera, quando i musicanti suonano e i ballerini aspettano appoggiati al muro. La Juve senza Camoranesi manca del suo vero regista. Palladino ha fremiti giovanili ma non ne possiede (ancora?) l’intelligenza nel costruire. Per cui l’attacco bianconero si sfibrava a osservare i troppi pallonacci in area dove Cordoba aveva gioco facile a spuntarla di testa e Trezeguet assisteva nella propria impotenza. Al francese non arrivava un solo pallone, così che al tiro ci andava solo Nedved anche quando avrebbe dovuto evitare: erano traiettorie ai piccioni, quando il ceco avrebbe potuto lanciare i compagni. L’unico brivido lo provocava a Julio Cesar una punizione ribalda di Del Piero, da una posizione dove solo lui poteva cercare la porta. Insomma il parto tardava a venire, la partita era bruttina, finchè il gol di Cruz non sparigliava l’equilibrio e l’ingresso di Camoranesi a metà ripresa non rivitalizzava la Juve incartata e in pericolo: san Buffon respingeva un tiro centrale ma molto forte di Ibrahimovic al 23’ e soprattutto planava in tuffo a respingere la conclusione ravvicinata di Suazo, subentrato a Cruz: l’honduregno arrivava sulla palla bassa con una spaccata da etoile del Bolshoj, il tocco perciò non era forte ma da due metri ci voleva un grande intuito per respingerlo. L’Inter continuava nel suo clichè di squadra alla quale non batteresti le mani, però mai sbrecciata. Le occasioni più pericolose erano sue, Rocchi vedeva giustamente il fuorigioco di Cambiasso che ribatteva in porta la respinta di Buffon su punizione di Chivu, insomma era il momento in cui non avremmo pensato al riscatto juventino, vedendo anche gente afflosciata nella corsa e più lenta nei recuperi. La scossa era nell’ingresso dapprima di Iaquinta (Mancini rispondeva mettendo Burdisso a centrocampo, mah) e poi di Camoranesi, il cui biglietto da visita era un lungo dribbling con apertura a Iaquinta e tocco di Trezeguet salvato da Julio Cesar. L’italo argentino ci metteva l’effervescenza, Iaquinta le spallate: l’uno e l’altro diventavano i protagonisti del pareggio sul bel cross di Palladino che Iaquinta appoggiava indietro per il tiro di Camoranesi. Samuel cercava disperatamente di ribattere e invece spiazzava il portiere.IL TABELLINO DELLA PARTITA - JUVENTUS-INTER 1-1 (0-1) RETI: 41’ pt Cruz, 33’ st Camoranesi JUVENTUS: Buffon; Grygera (33’ st Zebina), Legrottaglie, Chiellini, Molinaro; Palladino, Nocerino, Cristiano Zanetti, Nedved (16’ st Iaquinta); Del Piero (25’ st Camoranesi), Trezeguet. A disposizione: Belardi, Birindelli, Salihamidzic, Tiago. All. Ranieri. INTER: Julio Cesar; Maicon (40' st Dacourt), Cordoba, Samuel, Chivu; Figo (17’ st Burdisso), Javier Zanetti, Cambiasso, Cesar; Ibrahimovic, Cruz (20’ st Suazo). A disposizione: Orlandoni, Maxwell, Solari, Crespo. All. Mancini. ARBITRO: Rocchi di Firenze. AMMONITI: 9’ pt Nocerino, 18’ pt Figo, 11’ st Nedved, 21’ st Burdisso. NOTE: spettatori 22.722 per un incasso di € 689.582
RANIERI: "CAMORANESI E' MUSICA. LOTTEREMO PER IL TITOLO" - La Stampa - Era la prova dell’orgoglio e della voglia di scudetto. La Juve l’ha affrontata con coraggio e con lo spirito da campione che Blanc non stenta a riconoscere: «Abbiamo dimostrato che la Juve è sempre la Juve - commenta l'ad bianconero - e che non molla mai. Non dimentichiamo da dove arriviamo e dove eravamo un anno fa: faccio i complimenti allo staff, al gruppo che lo hanno dimostrato». Elogi forti e veri, anche perché per Blanc «questo è un punto che vale più di un punto, almeno psicologicamente. Si è visto che questa Juve ha spazio per crescere, ha dimostrato grinta e quello che può fare con il cuore, con le gambe, con la tecnica, con la preparazione». Concetti condivisi da Claudio Ranieri che dopo aver consumato l’adrenalina della sfida delle sfide, dispensa concretezza ed enfasi, senza mai scordare le giuste proporzioni. «Loro ci sono superiori - riconosce il tecnico - ma noi vogliamo competere per il titolo: siamo ancora inferiori, ma c'è orgoglio e volontà per crescere e migliorare». Poi il proclama ufficiale, reso più forte da una partita gagliarda e intensa: «Noi vogliamo essere i rompiscatole del campionato e solo così potremo raccogliere tanto». Tesi riprese e rafforzate da Gigi Buffon. «Possiamo dare fastidio a tutti - conferma il portiere juventino - penso che questa filosofia sia giusta. Quest’anno, nel momento in cui non sei attrezzato come Inter o Roma, credo sia giusto giocare questo ruolo. Se riusciamo a dare continuità ai risultati, ci toglieremo delle soddisfazioni». Questa volta non ci sono sviste arbitrali da commentare («Rocchi è stato bravissimo, a fine partita mi sono congratulato con lui in campo», dice Ranieri), e lo stesso Buffon para le polemiche sul gol annullato a Cambiasso. «Siamo stati bravi a farli cadere in fuorigioco, io ho provato la presa addosso e per respingerla, ma il campo era viscido». Il tecnico bianconero elogia la prestazione dei suoi ragazzi, sottolinea quella di Camoranesi e premia anche Palladino per i sacrifici che sta facendo. Lui incassa gli elogi e li gira al gruppo. «Tutti noi abbiamo dato il 100% - commenta l’attaccante napoletano - e l’unico peccato è quello di non aver vinto. Noi siamo un grande gruppo e ci crediamo allo scudetto. Abbiamo dimostrato che non sempre il più forte vince, ma questa è stata la classica partita in cui bisogna essere orgogliosi della Juve». Alessandro Del Piero concorda con Ranieri quando si parla di gap. «C’è un gap con l’Inter, però non è enorme. La distanza c'è perché loro giocano così da diversi anni e si conoscono tutti bene». Il capitano comunque è soddisfatto della prestazione dei bianconeri. «Siamo contenti del pareggio, ma dobbiamo sempre giocare con questo spirito, con questa voglia. Loro erano ben chiusi, hanno mostrato la loro bravura e noi la nostra». Nessuna polemica sulla sua sostituzione: «A nessuno piace uscire, ma mi sta bene». Buffon considera il pareggio giusto («Siamo stati bravi a crederci fino in fondo»), e Chiellini se lo gode, alla fine: «L’Inter è una grande squadra, ha grandi giocatori, era normale concedere qualcosa, siamo stati bravi e fortunati nel secondo tempo a mantenere l’1-0 fino alla fine, grazie anche a Gigi, e il pareggio ci premia perchè non abbiamo mollato fino alla fine, ci abbiamo creduto». Chiellini ha avuto rubidi contrasti con Ibra, pure nel finale, ma appena uscito dagli spogliatoi è lo stesso giocatore bianconero a minimizzare: «È tutto tranquillo, per me è finito tutto, in campo le botte si danno e si prendono».
CAMORANESI: "UNA GIOIA IMMENSA" - juventus.com - Proprio come a Cagliari. Entra Camoranesi e la Juventus cambia marcia. Nella gara più attesa dell’anno è arrivato un pari firmato proprio dall’italoargentino, su assist di Iaquinta. E ora che Mauro ha messo alle spalle l’infortunio, Ranieri ha un’arma in più da utilizzare. A fine gara, l’uomo copertina dei bianconeri commenta l’andamento a Juventus Channel: “Sono molto contento per vari motivi. Questa partita era attesa dal pubblico e dalla squadra, da tanto tempo volevamo giocarla. Questo pari ci ha dato una gioia immensa. Non ci aspettavamo un’Inter così difensiva, ha trovato il gol nel nostro momento migliore. Ma i nerazzurri sono stati rinunciatari è stato meglio per noi. Personalmente sono contento di essere rientrato, ero fuori da troppo tempo e cominciavo ad aver voglia di tornare”.
BUFFON: "CI ABBIAMO CREDUTO FINO IN FONDO" - AGM-DS - Gigi Buffon commenta il pareggio contro l`Inter: `E` un buon risultato ma era giusto crederci fino alla fine`. `Non e` che aspettassi particolarmente questo confronto, per me c’erano tre punti in palio contro la capolista e volevamo vincere solo per questo - ha detto il portiere bianconero a Sky - Per quel che mi riguardava non mi interessava di giocare contro l’Inter ma solo di vincere contro la capolista. E’ stato cosi` anche per gli altri ragazzi. Anche i media e la carta stampata hanno fatto si` che nella vigilia e nei giorni precedenti ci fossero toni giusti e moderati. Ho fatto qualcosa di buono ma e` quello che la gente si aspetta da me`. `Dobbiamo dare continuita` a risultati e poi possiamo toglierci delle soddisfazioni`, ha concluso.
DEL PIERO: "NON MERITAVAMO DI PERDERE" - AGM-DS - Alex Del Piero sul pareggio contro l`Inter: `Non meritavamo di perdere`. `Il pareggio e` avvenuto con la forza di volonta` che spesso abbiamo dimostrato in questo campionato - ha detto il capitano della Juventus a Sky - L’Inter ha dimostrato le sue qualita`, ha giocatori molto forti davanti, sfrutta molto bene i calci piazzati. Ha rischiato poco, noi abbiamo faticato da morire a creare gioco. Tra noi e loro non c`e` un gap enorme, pero` c’e`. L’Inter gioca cosi` da anni, i giocatori si conoscono e l’ambiente e` consolidato. La sostituzione? A nessuno piace uscire, stavo bene, ma il mister ha optato per un altro tipo di gioco. Abbiamo fatto fatica a costruire gioco, dobbiamo migliorare`.

Nessun commento: