
No, ragazzi. Non ci siamo. Se vogliamo fare sul serio, bene, se no tutti a casa.
Perchè se si passa da Xabi Alonso ad Aquilani, da Aquilani a Stankovic e da Stankovic a Poulsen noi non ci stiamo più. Non si può comprare tanto per comprare: se non si riesce ad arrivare a Xabi perchè il Liverpool chiede troppo, e non esistono altre piste al momento percorribili, benissimo, non si prende nessuno. Acquistare un giocatore a caso tanto per fare numero sarebbe una mossa - ancora una volta - quantomeno inopportuna da parte di una dirigenza che non smette di farci rimpiangere la persona che qualcuno ha rinominato Lucky Luciano, il quale avrà anche rinchiuso Paparesta nello sgabuzzino, ma di queste cantonate non ne prendeva.
Ma analizziamo nel dettaglio le caratteristiche del campione che Secco & C. hanno intenzione di regalarci.
Poulsen è un incontrista. Scarso, se vogliamo evitare scomode perifrasi; sicuramente inferiore tanto a Sissoko quanto a Zanetti. Ma il bello è che - proprio per la presenza in rosa di Sissoko e Zanetti - alla Juve non serve affatto un incontrista, neanche se fosse più forte di Poulsen. Le difficoltà a centrocampo della scorsa stagione fanno comprendere perfino ai neonati che non serve un distruttore di gioco, ma un costruttore, un uomo dotato di tecnica e visione periferica. Poulsen è uno dei giocatori meno tecnici nel panorama calcistico mondiale: credo, senza voler apparire superbo, di poterlo battere io stesso in una sfida ai calci di punizione; quanto alla visione periferica, quella del danese si limita alle occhiate che si getta intorno per evitare di essere malmenato, castrato o semplicemente sputacchiato dall'esausto giocatore che lui ha marcato per tutta la partita: Poulsen è un grandissimo provocatore, uno di quei giocatori insulsi e inutili che cercano di fermare l'avversario di turno non con le gambe e con la tenacia ma con la lingua (e puntualmente le prendono: basti guardare la sua mediocre carriera, tra Shalke 04 e Siviglia); Totti gli sputò, Micoud gli strizzò i testicoli, Kakà fu sostituito prima di fargli del male: un giocatore del genere non è degno dei nostri colori.
Se davvero arriverà, mi recherò personalmente a Torino e proverò di persona l'ebbrezza di sputargli in faccia.
a.
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