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Dall' estate 2006, in molti - troppi - hanno cercato di trovare delle sciocche, futili, deboli giustificazioni alle proprie sconfitte. Hanno tirato in ballo il "sistema", hanno gridato ai "condizionamenti", facendo uso di termini - come "cupola" - che sono un mischiare il sacro al profano. Hanno provato a dirci: "Se fino ad oggi abbiamo perso, la colpa è solo di Moggi. Se fino ad oggi la Juve ha vinto, il merito è solo di Moggi".
Troppo semplice così. Troppo comodo, soprattutto.
Perchè quando la Juve dei record del biennio 2004-2006 triturava ogni avversario, i giornali - tutti, anche quelli rosa... - parlavano di Juve invincibile, di schiacciasassi, di macinapunti. Parlavano di una formazione composta solo da giocatori nazionali. Parlavano di una squadra che, nella finale della Coppa del Mondo, vedeva rappresentati otto dei suoi uomini. Questo dicevano.
Salvo, dall'oggi al domani, ritrattare: "Si era sempre saputo...", "Sospettavamo...", "Lo avevamo detto...", eccetera eccetera eccetera.
La colpa, però, non è dei giornali: loro hanno dei padroni, proprietari o tiratura che siano. Devono rispondere a loro, e a loro soltanto. La cosa triste è che molti, nel mondo del calcio (e con questa specificazione spazio dal calciatore di serie A al semplice tifoso), pur non dovendo rispondere a nessuno delle proprie parole, hanno trovato comodo addossare tutte le proprie sconfitte al "sistema", al "palazzo", ai "poteri occulti", seguendo una logica complottistica che è tutta "made in Italy".
Non è così, ragazzi. La Juventus della triade, a smentire ancora una volta, con un semplice dato di fatto, chi ingenuamente ricorre al vecchio trucco del "ma in Europa non combinava nulla", raggiunge dal 1996 al 2003 quattro finali ed una semifinale di Champions League: non proprio quello che si dice un cammino stentato, vero? (per cammini europei stentati, rimando ad una squadra nerazzurra di Milano).
La Juventus della triade, specie nei due anni sotto accusa, vinceva per manifesta superiorità (quando nel 2005 rifilò quel 2-0 secco all'Inter, risultato ottenuto con facilità disarmante, si parlava di SUPERIORITA', netta, totale, innegabile!). Non c'è stato avversario che la forza di quella squadra non abbia riconosciuto.
Quei due scudetti che ci hanno ingiustamente strappato, a dispetto di qualsiasi almanacco li sentiamo sempre sul petto. Perchè quegli scudetti sono nei muscoli dei nostri giocatori, e negli onori tributatici dall'avversario dopo ogni partita.
Sono sempre 29.
a.
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